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FanFiction su CreepyPasta. (Jeff il killer)

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Messaggio Da RORYJACKSON il Sab Set 29, 2012 6:17 pm

Promemoria primo messaggio :

Allora per tutti quelli che sono deboli di cuore oppure non sopportano le creepypasta, non andate a vedere il personaggio principale di questa FF
Spoiler:
Kris... tu ne sai qualcosa xD
(cioè Jeff) perché vedendolo, vi sembrerà strano sapere che in un certo qual modo, dopo aver letto la storiella di Jeff... diciamo che mi piace, okay? xD Quindi volevo presentare a voi questa FF di mia creazione. (in realtà molti spezzoni fanno parte di sogni che feci su di lui, solo che ho addolcito e aggiunto diverse cose)
Ho dei gusti un po' particolari xD
Prima di postare il primo capitolo vorrei un paio di postille. Jeff the killer ha 13 anni nel suo creepypasta. Nella mia storia ne ha più di 20 e diciamo che.. l'ho umanizzato un po'. Very Happy
Inoltre in questa storia saranno presenti anche parolacce volgari... xD
Detto questo: VIA CON LE CRITICHE RAGAZZI! lol!


Primo capitolo.




Era una fresca giornata d'inverno, c'era un sole mite e una brezza leggera che scompigliava poco i capelli castani di Rory che si avviava per prendere l'autobus dietro l'angolo che la portava fino alla sua scuola. Sentiva una strana sensazione, come se qualcuno la stesse osservando, ma non ci fece caso. Si mise le cuffie di un verde fosforescente alle orecchie e mise una canzone movimentata per svegliarsi e per non pensare. Rory, quando non voleva pensare si rifugiava nel suo mondo di musica oppure ripeteva le tecniche di arti marziali. Appena scesa dall'autobus si fermò all'entrata della scuola insieme alla sua migliore amica Valery ed improvvisamente notò che quella sensazione strana sparì il che interperò questo segno come un vero fatto passeggero. Salutò Valery con un grande sorriso, la quale contraccambiò con un forte abbraccio ed entrarono a scuola. Quella giornata, dopo scuola, Rory sarebbe dovuta andare a trovare il suo ragazzo con cui aveva passato due anni insieme, perché non si sentivano da tempo e allora voleva fargli una sorpresa. Rory aveva molto paura che il rapporto si fosse raffreddato. Cercò di concentrarsi del tutto sullo studio, siccome era in terza superiore.
Nel frattempo della lezione di algebra, la ragazza si portò una ciocca dei suoi lunghi capelli castani dietro l'orecchio e si mise a fissare fuori dalla finestra, vedendo il cielo ingrigirsi improvvisamente. Eppure stamani sembrava fosse una bella giornata, pensò Rory un po' adirata, ho persino dimenticato il mio ombrello, accidenti!
Uscita fuori aspettò Valery fuori scuola siccome erano in classi diverse, e stranamente percepì di nuovo la stessa sensazione di prima. Non riuscì a spiegarsi questa stranezza, così per distrarsi provò a chiamare il suo ragazzo. Ma rispondeva la segreteria. Stava per buttarsi in preda allo sconforto. Era un po' di tempo che il suo ragazzo la stava trattando senza riguardo, quasi come se la volesse evitare. Quando lo chiamava o non rispondeva oppure, se rispondeva, la liquidava dicendo che aveva del lavoro da sbrigare dopo che erano rimasti a telefono per qualche minuto. Si mise a piovere piano ma fortunatamente subito arrivò Valery che aprì l'ombrello sopra le loro teste.
«Sapevo ti saresti dimenticata, su andiamo!»
Disse sforgiando un bel sorriso e Rory rise, un po' dispiaciuta per la sua sbadataggine.
«Eh beh... che ci vuoi fare...» Le disse, guardando la strada.
Quel sentimento crebbe in lei, la sensazione di essere seguita, al che si girò per guardarsi attorno. Vide i passanti camminare per i marciapiedi, e le macchine andare per le strade; tutto sembrava normale, ma... Tutto ad un tratto si fissò su una figura immobile su una motocicletta nera, in impermeabile anch'esso scuro, che fissava un punto in lontanaza verso Rory. Quell'uomo doveva avere più o meno vent'anni. La ragazza pensò che non poteva trattarsi di lei perché non aveva mai visto quell'uomo prima d'ora così fece una smorfia, inarcò un sopracciglio e se ne andò via sbuffando. Infondo sarebbe dovuta andare dal suo ragazzo, quel pomeriggio.

Arrivata a casa Valery e Rory si separarono e quest'ultima entrò a casa correndo per non arrivarci troppo bagnata dalla pioggia. Salutò i suoi genitori, mangiò in fretta e furia, divorando quello che aveva preparato sua madre. In televisione mandarono ancora in onda le notizie sconcertanti di un Killer che aveva già ucciso diverse persone in zona, ma liquidò quella notizia, siccome aveva troppe cose a cui pensare, e si ficcò in camera a fare gli assegni impossibili di algebra. Era una vera schiappa in matematica.
Rory si preparò dopo un po' e scese dicendo scherzosamente ai suoi genitori che doveva affrontare una "Mission Impossible" e si diresse verso la casa del suo ragazzo di corsa. Aveva troppa voglia di vederlo. Arrivata a destinazione trovò il padre nella sua officina a lavorare, come al solito. Alla vista di Rory sembrò un po' allarmato, al che la ragazza non seppe spiegarsi questa stranezza.
«Finalmente Rory, sei arrivata...» Disse avvicinandosi a lei quasi stesse correndo. «Buon giorno Flavio, Giorgio è di sopra?»
Il signore annuì ma prima che potesse protestare del fatto che stava già correndo per le scale, Rory era già arrivata fuori la porta. Girò lentamente il chiavistello per non farsi sentire. Quando aprì avvertì uno strano odore e dei lamenti. Sconcertata la ragazza che aveva immaginato già cosa stava per accadere si precipitò per accettarsi che quello che aveva fantasticato era soltanto frutto della sua immaginazione... ma purtroppo non fu così.
Il suo ragazzo stava con un'altra ragazza, nel suo letto, abbracciati e lui era sopra di lei. Si baciavano con passione.
«Che stai facendo?» mormorò Rory recuperando tutte le sue energie e il suo coraggio rimaste in corpo. Il ragazzo e la ragazza rimasero paralizzati alla figura, con i capelli spettinati per la corsa, e le scarpe e i lembi del jeans sporchi per le pozzachere di acqua piovana.
«R-Rory... noi...»
«Beh... so bene quello che state facendo.» Disse mostrando la parte più gelida di se, quando in verità voleva solo piangere e fuggire. «Beh, se non mi ami più, potevi anche farmi una chiamata, non ti pare?»
«Aspetta Ro...»
«Non abbiamo più niente da dirci.»
Detto questo si avviò per le scale, facendo la parte dell'impettita. Salutò il padre di Giorgio velocemente e se ne andò correndo per le strade ancora una volta.
Corse più che poté, dopo di che rallentò il passo per piangere. Piangere silenziosamente.
Arrivata a casa si chiuse in camera sua senza neanche dire niente ai suoi genitori e se ne stette lì. Sola.


Ultima modifica di RORYJACKSON il Ven Ott 19, 2012 6:37 pm, modificato 3 volte
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Messaggio Da RORYJACKSON il Mar Ott 16, 2012 4:08 pm

Esageraaaato!!!! io aspetto ancora che tu e kris continuiate... ù.ù
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Messaggio Da 2 Bad il Mar Ott 16, 2012 4:20 pm

Hehehe Very Happy Aspetto anch'io, ma Kris non si vede da un po', e la mia voglia di scrivere mi ha abbandonato... Per ora, ma ritornerà sicuramente u.u
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Dom Ott 21, 2012 11:59 pm

Waaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaawwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La tua storia mi colpisce sempre di più e inoltre mi ritrovo in moltr cose del carattere della ragazza!!! **
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Messaggio Da RORYJACKSON il Lun Ott 22, 2012 12:00 am

Oh Kris *-* finalmente! L'hai trovata paurosa? Very Happy
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Lun Ott 22, 2012 12:03 am

No...L'ho trovata di una dolcezza e di una tenerezza infinita e il bello è che tutto ciò viene fuori dalla sofferenza dei due ragazzi...Emozionante scusa
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Messaggio Da RORYJACKSON il Lun Ott 22, 2012 12:13 am

Grazie Smile In effetti è un po' smielatuccia rid Soprattutto il Quarto capitolo xD

Grazie ancora Smile Il capitolo che ti è piaciuto di più? ù.ù (a ale il sesto...)
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Lun Ott 22, 2012 12:15 am

L'ultimo e il penultimo che hai postato...da questi due è partita ancora di più la curiosità nel leggere il proseguimento Wink Bravissimaa I love you
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Messaggio Da RORYJACKSON il Lun Ott 22, 2012 12:17 am

Eheh, in effetti succederanno delle belle. Ma non voglio rovinare la surspance. kiss
Io vado a nanna kiss2
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Lun Ott 22, 2012 12:19 am

Ok, sogni d'oro kiss kiss2 Salutami quel marpione di Jeff e non state fino a tardi lol!
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Messaggio Da RORYJACKSON il Lun Ott 22, 2012 10:04 am

lol! Certo. xDD
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Messaggio Da RORYJACKSON il Gio Ott 25, 2012 9:54 pm

Ho fatto aspettare un po' di tempo per il settimo capitolo... Perdonatemi xD
Spero che vi piaccia (e chen on ci siano troppi errori xD)
Via con le critiche! D:


Capitolo VII








Rory quella mattina si svegliò con un dolore lancinante al pube, quasi come se qualcuno da dentro le stesse dando dei calci. Erano le sei del mattino ed era Sabato, e si maledì perché proprio quando poteva riposare non ci riusciva. Andò al bagno lenta, quasi fosse uno zombie, e capì il perché del dolore: erano arrivate, e vide che aveva sporcato persino il pantalone del pigiama, quindi andò in camera sua prese la biancheria pulita e una tuta da indossare. Sentiva un gran mal di testa, ma soprattutto alle tempie, e una forte stanchezza.
Si guardò allo specchio. Aveva il viso bianco come un cencio, neanche una misera traccia di colore, e due occhiaie scure che le bordavano il contorno occhi. Sarebbe sembrata "L" di Death Note, se non fosse per gli occhi verdi e per i lunghi capelli castani.
Andò a letto cercando di riprendere un po' di sonno ma non ci riusciva. Una volta svegliata era difficile ritornare a dormire, anche perché già si era svegliata una volta, alle tre del mattino. Insomma, era stata una nottata molto movimentata.
Rory rimase nel letto a riposarsi e a pensare. Stare sdraiata l'aiutava a lenire il dolore al pube, nonostante che le tempie pulsassero ancora. Decise quindi di mettersi a rileggere un buon libro, visto che non ne acquistava uno da un secolo, anche se voleva ardentemente leggere qualcosa di nuovo.
Prima che sarebbe venuto Jeff avrebbe dovuto fare le faccende di casa, perché sua madre sarebbe dovuta andare - accompagnata dal padre di Rory - a lavorare quella mattina, quindi aspettò che quest'ultima si alzasse e che la salutasse verso le otto e mezzo, per poi alzarsi e cominciare.
Prese i suoi occhiali - che, come una deficiente, non indossava mai - e cominciò a leggere "ShadowHunters Città di Ossa", uno dei suoi preferiti, siccome era molto leggero ed esilarante.
E il tempo passò in un batter d'occhio.
«Rory, cara... Io oggi torno un po' più tardi siccome tuo padre lavora e non torna. Puoi cucinare tu qualcosa?» Chiese aprendo la porta di camera ma restando sulla soglia. La ragazza annuì, almeno avrebbe potuto cucinare quello che voleva, e poi le piaceva.
La madre la salutò, e Rory si chiese come abbiano fatto i suoi genitori quella notte a non sentire tutto il trambusto che facevano lei e il suo killer durante quel tempo in cui lui era in camera sua, visto che dormivano ad una camera di distanza... Ma poco importa, pensò Rory, meglio così.
La ragazza si alzò di malavoglia e andò a fare colazione, preparandosi un buon latte caldo con caffè e c'inzuppò pochi biscotti dentro. Dopo di che accese il computer e le casse per ascoltare qualche canzone, per mettersi un po' di carica, e subito le ritornò in mente la discossione che fece con il suo professore sulla questione di EmozionArt. Doveva trovare una canzone da portare al concorso...
Non ci pensò molto, mise delle canzoni alla rinfusa, e alzò il volume in tono medio siccome non voleva disturbare i vicini.
Prima di tutto aprì la finestra facendo passare la luce, in cielo c'era un sole stupendo, e incominciò a ordinare la sua camera mettendo da parte tutti i fogli, le matite, i pastelli e quant'altro da un lato, e i vestiti - siccome aveva la bruttissima abitudine di appoggiarli sulla maniglia della porta - li depose di nuovo nell'armadio. Poi cominciò a togliere la polvere un po' per tutta la casa. La casa era in stile antiquato. I mobili in legno scuro sembravano quelli degli anni cinquanta. Spolverò la camera inutilizzata del suo fratello - che lavorava fuori italia - perché non la si apriva da tempo, e cominciò a spazzare e a lavare per terra nelle stanze. Poi fece i pezzi del bagno, che erano alquanto sudici, siccome le faccende di casa non si facevano mai a causa del fatto che Rory andava a scuola e sua madre lavorava.
Quando vide che si era fatto un po' più tardi alzò il volume della voce. Erano le undici e mezzo, non avrebbe dato tanto fastidio ai vicini se avesse alzato un po' di più il volume della musica...
E cominciò a cantare a squarcia gola la sua canzone preferita: Smile di Michael Jackson.
Aprì la porta d'ingresso e cominciò a lavare nel corridoio e nel bagno così stretto, ma così tanto stretto, che più stretto non si può, quasi ballando...

Jeff era spaparanzato sul divano di stoffa di casa sua, ancora con gli indumenti della notte precedente, a riposare. Le palpebre - o almeno quel poco che rimanevano di esse - tendevano a calare per la stanchezza. Effettivamente era spossato, siccome non chiudeva occhio da tempo (in senso metaforico, siccome non li poteva chiudere del tutto).
Era mattino presto e sarebbe dovuto andare da Rory, infondo gliel'aveva promesso. Quindi si alzò di malavoglia e andò a farsi una lunga doccia calda. Si sentiva confuso perché non aveva mai provato tante emozioni contrastanti tutte in una volta perciò aveva bisogno di schiarirsi le idee. Quella ragazza era veramente un fulmine in ciel sereno.
Si preparò senza neanche preoccuparsi di quello che avrebbe messo indosso e diede una sbirciata all'orologio. Erano le undici e venti minuti. Alzò il cappuccio del giubbotto e avvolse il mento con una sciarpa, all'altezza della bocca, indossò un paio di occhiali scuri e chiuse la porta della sua dimora per avviarsi dalla sua "Amica". In realtà il loro rapporto non è proprio quello tra semplici amici, pensò lui mettendosi le mani in tasca. Quante volte si era domandato cosa fosse lei per lui, senza mai darsi una risposta definitiva.
Era una giornata soleggiata e mite. L'aria era intrisa dello smoog delle auto, e si sentivano le grida di ragazzini che correvano a guardie e ladri, divertendosi, le signore che portavano le buste della spesa, le ragazze che spettegolavano di ragazzi, un temuto killer ricercato che camminava per le strade tranquillo e inosservato... insomma, una giornata normale.
Era arrivato sotto la finestra spalancata di Rory e sentì la musica a tutto volume. Le piaceva Michael Jackson? E passò per la porta principale.
Quando salì le scale vide che la porta d'ingresso era aperta e per terra era bagnato. Sentì qualcuno cantare ad alta voce nel bagno. Aveva una bella voce. Entrò senza neanche bussare, infischiandosi del fatto che il pavimento era bagnato e si affacciò sulla soglia del bagno...

«Light up your face with gladness... Hide every trace of sadness...» Cantava Rory passando lo straccio per terra, serena e tranquilla dando le spalle all'atrio della porta. «Although a tear may be ever s...» Quando si girò quasi non sobbalzò dalla paura. Sulla soglia della porta c'era un uomo incappucciato e coperto, e ci mise qualche secondo per mettere a fuoco che quella persona era «Jeff! Mi hai fatto prendere un colpo!» Esclamò Rory portandosi una mano al petto, appoggiandosi all'asta dello straccio.
«Volevo sentirti ancora cantare...» Ammise Jeff e la ragazza arrossì non poco.
«C-Come hai fatto a camminare senza farti sentire? Sei un vampiro?!» Disse con voce alterata e lui ridacchiò compiaciuto.
«Sono i segreti del mestiere...»
Certamente, lui è un killer, pensò Rory. Lo invitò a sedersi in cucina, siccome le stava sporcando tutto il pavimento con le scarpe, dicendogli che l'avrebbe raggiunto dopo aver finito di fare la seconda passata. Quando finì si avviò in cucina e si sedette sulla sedia di fronte al ragazzo, e si portò una mano alla fronte per poi appoggiarsi di peso sul tavolo. Era veramente stanca e il malore non cessava. Jeff notò già di prima il pallore del viso di Rory e così le chiese: «Rory, cos'hai?» E la ragazza ridacchiò.
«Ti ricordi il discorso di questa notte? Sul fatto delle mestruazioni...» Chiese lei sempre appoggiata al tavolo con la mano portata sulla fronte. C'era una certa grazia in lei anche se aveva i capelli spompigliati raccolti con un mollettone, e anche se indossava una tuta spiegazzata e la larga maglia del pigiama.
Jeff annuì.
«Bene... Parli del diavolo e spuntano le corna.» Disse lei ridacchiando debolmente. È proprio distrutta, pensò Jeff guardandola bene.
«Hai le mestruazioni?» Chiese e la ragazza annuì sconfitta buttandosi a capofitto con la testa sul tavolo, appoggiandosi sull'avambraccio. Dopo qualche tempo di silenzio tra i due Rory si alzò dal tavolo e chiuse la porta, siccome il pavimento si era asciugato, e invitò Jeff a togliersi sciarpa, giubbotto, cappello e occhiali; li prese e li depose nella sua stanza in ordine sul letto. Poi, tornata in cucina, prese due crepes e le riscaldò nel fornetto, dopo di che li corsparse di nutella. Li piegò due volte facendoli sembrare dei ventagli e ne porse una a Jeff mentre al suo già aveva dato un morso.
«Effettivamente serve più a me che a te... Ma tieni.» Disse Rory sarcastica e lui rise. «Il cibo degli dei...» Continuò lei con aria melodrammatica alzando gli occhi al cielo.
«Sei brava a cantare... perché non canti?» Chiese lui dopo aver finito e lei, cercando in tutti i modi di non arrossire disse: «In effetti dovrei partecipare ad un concorso di canto, che mi ha proposto il mio professore...» Abbassò lo sguardo. Già, non sapeva se andarci o meno. L'anno precedente aveva partecipato come presentatrice imitando Charlie Chaplin, quando era ancora fidanzata. E molto probabilmente il suo ex avrebbe partecipato anche lui quell'anno.
«Ma?» Esordì Jeff, notando il cambio di espressione della ragazza. Lei alzò lo sguardo verso di lui, e corrucciò le sopracciglia.
«Non lo so Jeff... ci sarà anche il mio ex... Non me la sento di...» Mormorò, cercando di trattenersi. Ad ogni sosta che faceva prendeva una boccata d'aria, faceva così quando cercava di non piangere. «Lo vuoi sapere il mio vero sogno?» Chiese d'un tratto lei che si era raddrizzata sulla sedia e incominciarono entrambi a guardarsi attentamente, quasi volessero catturare ogni tratto, ogni perticolare del viso dell'altro. Lui le fece un cenno col capo annuendo.
«Molti dicono che sarei portata per l'architettura oppure per i fumetti, oppure anche per le arti marziali... Ma io vorrei diventare attrice.» Disse e Jeff inarcò un sopracciglio perplesso. In effetti era vero: era portata per tutte queste cose eppure aveva scelto un campo totalmente diverso. Effettivamente però doveva ammetterlo; era una bella ragazza, aveva una bella presenza e se avesse studiato, forse...
«È stato il mio sogno fin da bambina... ma siccome i corsi costano troppo non ho potuto mai fare niente. Ecco perché poi ho scelto l'alberghiero...» Disse lei fermandosi. Distolse lo sguardo da lui e fissò il vuoto. «Così avrei potuto lavorare fin da subito. Infatti quest'estate lavorerò e conserverò quello che guadagnerò per la recitazione.» Disse in tono di sfida. Una sfida contro se stessa.
«È strano programmare la propria vita così, a sedici anni?» Chiese poi ritornando con lo sguardo su Jeff, che nel frattempo era rimasto a fissarla concentrato. La sua determinazione talvolta lo meravigliava.
«Si, non si è mai vista una donna così strana. Con te non funzionano neppure le minacce.» Disse cercando di mantenersi serio. Voleva far sembrare quell'affermazione una semplice constatazione, ma Rory riuscì a scorgerne una punta di umorismo. «No... non tanto. Sei soltanto determinata.» Aggiunse. E mi piace, avrebbe voluto dire, ma non lo fece. Smile era finita e partì "Mi Manchi" di Fausto Leali. Jeff le chiese se ascoltava solo canzoni da depressione, ma lei ridendo disse: «No, non preoccuparti. Dopo di questa arriva una bella canzone calma e rilassante.» Disse, e ad un certo punto persino lei, corse in camera sua e mandò avanti mentre Jeff continuava a guardarla meravigliato, non seppe spiegarsi questa stranezza. In verità non c'era da stupirsi, perché la canzone, arrivata al ritornello, le ricordava di nuovo il suo ex-ragazzo.
Come canzone successiva c'era Chop Suey dei System Of Down.
«Questo è il tuo ideale di musica calma e rilassante?» Chiese lui sarcastico, mentre la raggiunse in camera e lei annuì ridendo.
«Certo, e sai una cosa? Il mio ideale di musica che mi mette carica è quella di Michael Jackson.» Disse, indicando i disegni e i poster che aveva attaccato ai muri.
Si, era vero. Jeff quella sera non era riuscito a vedere niente di quella stanza, perché la camera da letto di Rory era coperta dai suoi disegni. Il disegno di Charlie Chaplin era bello, ma alla luce era tutt'altra cosa, e per non parlare di Joker, uno dei suoi cattivi preferiti. Lui rimase a fissare quest'ultimo sbalordito e Rory, vedendo lo sgomento di Jeff, arrossì e lo prese come complimento.
«Certo, le mura saranno anche sudice... Ma tu disegni che è una meraviglia.» Disse senza togliere lo sguardo da Joker.
«Lo vuoi?» chiese lei avvicinandosi. Lui la guardò stupito.
«Davvero posso?» E quasi senza neanche fargli finire la frase, Rory avanzò e cercò di staccare piano il foglio dalla parete, lasciando spazio al muro ingiallito e crepato. La ragazza glielo porse e gli fece un occhiolino.
«Anche a me piace Joker... Chissà perché ma mi piacciono i tipi che sorridono.» Disse e lui allargò il suo sorriso, ammirando quell'opera tra le sue mani. Rory si precipitò verso i suoi disegni, ammassati in un angolo e incominciò a cercare tra di essi. Doveva farglielo vedere, prima che si dimenticasse di nuovo.
Trovato!
«Jeff... Questo sei tu.» Disse ridacchiando, imbarazzata, e glielo fece vedere. Era una carcatura del ragazzo e c'erano quattro sketch di Rory e lui che parlavano. Lui rise.
«Vorrei che tu sappia che mi facevi tanta paura. La prima volta che mio fratello mi ha fatto vedere il tuo viso è stato traumatizzante. Così ho pensato:"Se lo immaginassi come amico non dovrebbe poi fare tanto paura". E così decisi di disegnarti in questo modo... Man mano hai iniziato a piacermi.» Il suo tono era serio.
Lui guardò il disegno. C'era scritto "The little killer" e nella prima scena c'era lui e lei che parlavano, nella seconda lui che pensava, nella terza che bisticciavano perché lei lo aveva preso in giro e nella quarta lui le aveva tirato un pugno in testa. Rise.
Non riusciva minimamente a immaginare di far paura a Rory.
«Conoscerti sul serio è stato... strano. Per diversi motivi.» Continuò lei, picchiettandosi con l'indice la guancia, sorridendo. «Vederti alla stazione è stato scioccante. Pensavo fossi solo un personaggio di fantasia... e invece sei proprio di fronte ai miei occhi. Quando parlavo di te il mio ragazzo era geloso...» Mormorò l'ultima affermazione ridacchiando. Ma non era una vera risata, era più il ricordarsi di un evento passato che ti sembra lontano un miglio, e che manca terribilmente. D'altro canto, però, la vicinanza di Jeff leniva i suoi dolori, non credeva che nel giro di due settimane sarebbe riuscita ad tirare ricordarlo così. Col sorriso in volto. Quell' "amico-killer" l'aveva aiutata molto e neanche se ne rendeva conto.
Rory posò il disegno nel mucchio, da dove l'aveva tirato fuori e prese Joker dalle mani di Jeff, andò in cucina prese un elastico e lo arrotolò, dopodiché lo porse di nuovo al ragazzo che lo prese, incerto se appropriarsene o meno.
La ragazza cadde stremata sul letto, il mal di schiena si era aggiunto al dolore alla testa. Sprofondò la testa nel cuscino e vi nascose mezzo viso. Al che Jeff si chiese davvero se le mestruazioni fossero così dolorose ed evidentemente la risposta era positiva. Ringraziò il cielo in silenzio, per essere nato maschio. Rory lo invitò a sedersi accanto a lei, e il killer, titubante, si sedette al suo fianco. Perché si sentiva così indeciso, all'improvviso? Non seppe spiegarselo.
«Ieri una mia amica ha chiesto di te...» Disse lei. Doveva affrontare con lui il discorso "Valery". Jeff non disse niente, si limitò a guardarla con attenzione. «Mi ha detto: “Ehi Rory, ma chi era quel tuo amico con quella moto tanto figa?”»
«E tu cosa le hai risposto?»
«Ho cercato di indirizzarla su tutt'altra strada dicendo che ti ho appena conosciuto e che non c'è niente tra di noi... Che siamo soltanto amici, insomma.» Disse lei e il ragazzo voltò il viso per l'imbarazzo. Evidentemente era arrossito. «Ma lei mi ha chiesto come ci eravamo conosciuti... E io non seppi risponderle.» Continuò lei.
«E... quindi? Cosa vorresti da me?» Chiese lui, rimandendo sempre con il viso verso la parte opposta, poi però piano piano si girò verso di lei. Vide che aveva un tono molto serio.
«Io vorrei poterle dire la...» Rory si bloccò nel sentire il citofono suonare. Jeff si alzò dal letto di scatto, e con una velocità inaudita si avviò alla finestra. Rory lo bloccò di colpo.
«Jeff, non farlo! Desterai dei sospetti!»
Non sapendo che cosa fare Jeff la fissò basito per un momento, poi lei corse in cucina, per vedere l'orario. Strano, era quasi mezzogiorno, e sua madre sarebbe arrivata all'una. Chi poteva mai essere?
«Vado ad aprire, sarà il postino... Non c'è niente di cui preoccuparsi.» Tentò di rassicurarlo. Rory prese la cornetta del citofono e rimase scioccata nel sapere chi la cercava.
«Rory, fammi entrare, per favore.» Aveva detto lei, davanti al portone del palazzo, con il viso vicino al citofono. Rory, incerta spostò di nuovo lo sguardo sull'amico e poi di nuovo sul vuoto.
«Va bene, sali.» Disse nel tono più calmo e convincente possibile. Aprì il cancello, chiuse la cornetta e si precipitò sul ragazzo. «Jeff nasconditi...» Disse indicando la camera del fratello.
«Sta salendo Valery!»

continua Very Happy
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Messaggio Da RORYJACKSON il Ven Ott 26, 2012 10:56 pm

Up Q_Q
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Messaggio Da 2 Bad il Ven Ott 26, 2012 10:58 pm

Io la leggo domani Wink
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Messaggio Da RORYJACKSON il Ven Ott 26, 2012 11:00 pm

Va bene...
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Messaggio Da 2 Bad il Sab Ott 27, 2012 4:23 pm

Letto. Davvero bello, dico sul serio. Mi è piaciuta la citazione a L e in generale mi piace che citi vari cantanti e cose che ti piacciono.
Il modo di narrare è ottimo, e dimostra che una storia può essere avvincente anche essendo "semplice" come questa.
Ora sono curioso di leggere il seguito, complimenti Smile
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Messaggio Da RORYJACKSON il Sab Ott 27, 2012 4:25 pm

*piange per la commozione* Grazie Ale Q_Q
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Sab Ott 27, 2012 4:36 pm

Letta tutta tutta tutta!!!! Che bellooo!! Prendono sempre più confidenza...la maturità della ragazza rende Jeff diverso ai suoi occhi, è profonda nell'animo e riflessiva. E' anche molto istruttiva la tua storia ** E mi rispecchia tanto!! A parte qualcosina lol!
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Messaggio Da RORYJACKSON il Sab Ott 27, 2012 4:43 pm

*piange ancora di più per la commozione* Q______Q
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Sab Ott 27, 2012 4:44 pm

Spero che tu nn pianga x davvero rid
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Messaggio Da RORYJACKSON il Sab Ott 27, 2012 4:46 pm

Quasi... xD Mi ha fatto molto piacere Very Happy
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Sab Ott 27, 2012 4:57 pm

Figuratiii!! Di niente!
Spoiler:
Jeff ha una ragazza piagnucolona, jeff ha una ragazza piagnucolona... lol! lol!
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Messaggio Da RORYJACKSON il Sab Ott 27, 2012 5:05 pm

Jeff: Purtroppo si... è imbarazzante...

xD
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Messaggio Da 2 Bad il Sab Ott 27, 2012 5:06 pm

Hahaha rid
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Messaggio Da KRISMICHAEL il Sab Ott 27, 2012 5:07 pm

Un giorno deciderà di diventare killer di se stesso il poveretto rid
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Messaggio Da RORYJACKSON il Sab Ott 27, 2012 5:09 pm

Jeff: naaah... Mi fa disperare, si. Ma sarebbe persa senza di me ù.ù

xDD rid
*Rory da un pugno in testa a Jeff*
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