Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

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Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da luna7MiKE il Sab Feb 11, 2017 1:01 pm

Entra nel vivo la disputa che vede contrapposti l'IRS (Il fisco Americano) e l'Estate del cantante in merito alla quantificazione delle tasse dovute al momento della morte dell'artista nel 2009. Il conteggio tiene conto della situazione al momento della prematura scomparsa. Da una parte l'Estate del cantante che sciorina debiti per oltre 400 milioni e una valutazione irrisoria dell'immagine del cantante (un valore di mercato estremamente basso in virtù di una carriera minata negli ultimi anni dalle accuse del 1993 e 2003) e deboli entrate dai diritti legate alle varie proprietà dell'artista, dall'altra il Fisco Americano che non crede che le quotazioni di un artista così famoso possano essere crollate in modo così consistente negli ultimi anni. E che, al 2009, valuta il valore di Jackson (e quindi il suo potenziale) ancora altissimo. Con conseguente richiesta milionaria di tasse non ancora pagate.

Ora... fermo restando che il sottovalutare (nei confronti del fisco) il valore del proprio asset possa essere stata una mossa furba, soprattutto in relazione ad una situazione debitoria piuttosto ingente, resta da vedere se l'Estate del cantante abbia effettivamente esagerato nel sottostimare il valore complessivo dell'immagine di Jackson nel tentativo di rimandare un pagamento milionario al fisco che nessuno sarebbe stato in grado di pagare nei primi anni in seguito alla morte dell'artista visti i debiti, o se, il Fisco Americano potrà effettivamente dimostrare che nel 2009, nonostante tutto, Michael si trovasse ancora in una situazione economico-finanziaria di tutto rispetto, almeno potenzialmente, e quindi, in grado di pagare tasse milionarie.

Detto questo, l'appuntamento in tribunale potrebbe durare almeno tre settimane, alla fine delle quali si saprà se l'Estate sarà riuscita a risparmiare qualcosa, se si riuscirà a raggiungere un accordo, se avrà fatto un lavoro accurato nella definizione degli assets di Jackson al 2009, oppure se il Fisco Americano riuscirà ad ottenere quello che ritiene giusto sbugiardando John Branca & Company.
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JOHN BRANCA SUL BANCO DEI TESTIMONI

John Branca, avvocato di fama internazionale, si è seduto lunedi sul banco dei testimoni nel primo giorno del processo legato
alla battaglia legale che vede contrapposti l'Estate di Michael Jackson e l'IRS, il Fisco Americano, una causa che potrebbe valere alcuni milioni di dollari di tasse ancora da pagare.

Branca, che ha rappresentato il re del pop nell'arco di quasi tre decadi, è stato interrogato dopo pranzo per quasi quattro ore dal collega, e avvocato per l'Estate, Howard Weitzman. Il processo potrebbe durare almeno tre settimane con gli avvocati di entrambe le parti impegnate nel tentativo di convincere il giudice che il "loro" valore, dato all'immagine di Jackson al momento della sua morte, sia quello corretto. Jackson è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi talenti musicali che sia mai vissuto, ma il tribunale dovrà decidere in che modo le accuse di abuso sui minori, i rumors di abuso di farmaci e la mancanza di tours e di dischi realizzati negli ultimi anni della sua vita possano essere state cause sufficienti a svalutarne il valore commerciale in modo così drammatico.

In un clima piuttosto cordiale e decisamente differente rispetto a quello visto in altre aule dello stesso tribunale federale di Los Angeles, il giudice Mark Holmes, gli avvocati e i testimoni, Branca incluso, hanno alternato battute scherzose a serie conversazioni riguardo ai problemi finanziari dell'artista.

Branca ha riferito in tribunale come Jackson avesse circa 400 milioni di dollari di debiti quandò morì, lasciando di fatto gli avvocati dell'Estate nel difficile compito di doversi muoverein modo da scongiurare pignoramenti sulle proprietà e sui diritti musicali del cantante. (Le parti sono in disaccordo anche sull'ammontare delle entrate di Jackson in merito agli interessi nel catalogo Sony-ATV e MIJAC e sul loro effettivo valore)

Il clima disteso dell'aula ha dato a Branca la possibilità di essere più eloquente per quanto riguarda le sue risposte all'avvocato Weitzman, una loquacità che sicuramente non sarebbe stata consentita in altre circostanze.
"Sto cercando di trattenere le lacrime" Branca ha riferito. "Michael era un genio. Era un bravo ragazzo. Quando parlo di queste cose, in realtà le dico con affetto."

Tra le molte offerte per il cantante, Branca aiutò a rinegoziare il suo contratto discografico come artista solista e firmò l'accordo di sponsorship tra Pepsi e la famiglia Jackson nel 1984 per il Victory Tour. "Michael mi chiese di includere nel contratto che non si sarebbe mai fatto vedere con una lattina di Pepsi in mano e che non avrebbe mai dovuto essere ripreso in video per più di tre secondi." riferisce Branca.

Dieci anni più tardi, il lavoro non era più così facile. A metà degli anni novanta Michael si stava preparando per il suo ritorno con l'HIStory tour e le prime accuse contro di lui ebbero come effetto che nessuno sponsor fosse interessato.

"Ci furono delle offerte per l'utilizzo del nome di Michael e della sua immagine durante quel periodo?" chiede Weitzman...
"Niente di credibile, che io ricordi..." risponde Branca.

Ovviamente provare che l'immagine di Jackson, così come la sua reputazione, fosse danneggiata dalle accuse di quegli anni e dall'accanimento dei tabloids è un punto cruciale nella strategia dell'Estate a supporto della propria valutazione del valore di immagine al momento della prematura scomparsa.

Dopo diversi anni senza aver lavorato insieme, Branca incontra Michael poco più di una settimana prima del 25 Giugno 2009 proponendogli una lista di potenziali idee. Quella lista includeva un film dedicato a "Thriller", una divertente attrazione stile casa stregata, così come album e riedizioni in dvd, ma niente che includa la licenza del nome del cantane ne della sua immagine.

Weitzman ha proseguito chiedendo se i musicisti generalmente facessero molti soldi con il merchandising in generale, licenziando il proprio nome o la loro immagine per tazze, t-shirts e altri memorabilia. "No" ha risposto Branca. "Quelle entrate, per la maggior parte degli artisti, sono irrisorie rispetto ai soldi che si fanno registrando album, con le loro canzoni e soprattutto con i tour. Pubblicare un disco non ha niente a che vedere con il concedere diritti connessi al nome e all'immagine dell'artista.

Anche questo sembra essere un punto fondamentale, perchè fin dalla morte del cantante, l'Estate ha usato immagini di prove mai pubblicate per produrre il lungometraggio This Is It, diventato uno dei maggiori incassi per ciò che riguarda i film-concerto e lanciato un lucrativo show in Las Vegas in partnership con il Cirque Du Soleil. Branca ha riferito che nessuno di questi esempi si configura come un contratto di cessione di diritti di immagine.

Dopo due tentativi falliti di lanciare una linea di abbigliamento quando Michael era ancora in vita, l'unica occasione che ha mostrato un certo tipo di potenzialità era legata ad una compagnia di vestiti per teenagers chiamata "Supreme". Branca ha spiegato al giudice che i ragazzini adorano le felpe di quella compagnia e l'accordo rappresenta un tentativo di riaffermare il brand Jackson alle nuove generazioni. "Non abbiamo fatto soldi da quello, ma forse un giorno avremo dei nuovi fans" avrebbe riferito.

L'avvocato dell'IRS ha declinato poi l'invito a contro interrogare il teste riservandosi il diritto di poterlo chiamare al banco dei testimoni più avanti nel procedimento.

http://www.hollywoodreporter.com/thr-esq/john-branca-takes-stand-michael-jackson-tax-trial-972528


DAVID DUNN, BANCHIERE AL SERVIZIO DI JACKSON

Le finanze di Michael Jackson erano totalmente fuori controllo e vicino al collasso prima della sua prematura scomparsa nel 2009. Questo è ciò che sostiene il banchiere David Dunn sentito martedi al banco dei testimoni nel processo che vede antagonisti l'Estate del cantante e il Fisco Americano.

"Era al limite", ha riferito il banchiere David Dunn in aula. "Stava cercando disperatamente di capire cosa potesse fare per poter uscire da quella crisi finanziaria".

Esperti sostengono che il processo potrebbe condurre alla condanna dell'Estate e al pagamento di quasi un miliardo di dollari in tasse ancora da pagare se il giudice trovasse incongruente l'assetto finanziario del cantante al 2009 e dovesse dar ragione agli ispettori del fisco americano.

Dunn ha testimoniato di essere stato assunto nel 2007 per cercare di aiutare Jackson ad uscire dal tunnel della bancarotta paventata da uno dei suoi creditori, la Bank Of America, dopo l'assoluzione avvenuta nel 2005 al processo per presunti abusi sui minori. Il banchiere ha descritto gli sforzi compiuti per tentare di ristrutturare i debiti di Jackson e come il cantante spesso si trovasse a dover accettare all'ultimo minuto anticipi di contante a fronte di accordi decisamente poco vantaggiosi.

Dunn ha riferito che Jackson sarebbe rimasto in una situazione molto precaria già dall'inizio del 2008 con più di 300 milioni di dollari di debiti, spese fuori controllo e vicino a perdere il suo Neverland Ranch. "Abbiamo anche parlato della sua tristezza nel sapere che non sarebbe più ritornato a Neverland" sostiene Dunn... "E' stato il picco dello sfacelo che le accuse di molestie si sono portate dietro, insieme al fatto di riconoscere di essere in una situazione finanziaria disastrosa."

Il banchiere ha riferito di sentirsi a quel tempo con Jackson almeno una volta al mese al telefono. "Parlava della sua carriera in giovane età e di quanto era al top della forma. Stava lottando per riuscire ad avere una vita con i suoi figli che per lui erano di primaria importanza."

Il banchiere di Baltimora ha ricordato di quella volta in cui, nel pieno di una seria discussione sulle sue finanze, Michael si interruppe per occuparsi del suo figlio più giovane che non si sentiva bene. Michael lo mise sul tavolo e cercò di confortarlo con un sacchetto di cereali.

Persino il Reverendo Jesse Jackson una volta decise di fare un tentativo a Las Vegas, ricorda il banchiere. "Ha semplicemente detto... Michael, questo sei tu, hai un secchio e questo è il rubinetto che fa scorrere i tuoi soldi... dobbiamo metterci un tappo a quel secchio, devi smettere di spendere."

"Jackson ha preso in prestito un sacco di soldi, nonostante sapesse di essere in difficoltà finanziarie, ma l'ultima cosa che lui volesse fare era andare nuovamente in tour. Stava cercando altre cose, altre opportunità per generare entrate in modo da evitare di fare quello che poi ha finito per accettare."

Dunn ha poi riferito di essersi licenziato nel Maggio 2009 perchè era diventato difficile stabilire cosa fosse giusto o cosa fosse sbagliato e perchè Jackson nell'arco di due anni non l'aveva mai pagato nonostante gli dovesse qualcosa come 300 mila dollari.

Michael aveva accettato il This Is It tour e si era circondato di tanti personaggi nuovi che fecero sentire Dunn non a proprio agio nella nuova situazione. Questi includevano Arfak Hussain, un truffatore britannico che "produsse due bottiglie di profumo da 100 mila dollari e le vendette entrambe al cantante." ricorda Dunn.

Dopo la sua morte, l'interesse intorno alla sua musica esplose, riferisce Dunn. I nuovi incassi hanno permesso alla sua Estate di rifinanziare nel complesso i suoi debiti e generare nuove entrate con il film concerto This Is It e lo spettacolo successivo legato al Cirque Du Soleil.

Ma, come sottolinea Laura Zwicker, esperta di Estate, "E' importante ricordare, e tener presente, che il valore commerciale di Jackson dovrà essere determinato e fermato al momento della data di morte dell'artista e non dagli sviluppi commerciali successivi alla sua prematura scomparsa."

Ed è proprio sul valore del marchio "Jackson" che si giocherà nelle prossime settimane, la partita a scacchi tra l'Estate del cantante ed il Fisco Americano. Una partita da un miliardo di dollari.

http://www.nydailynews.com/entertainment/gossip/michael-jackson-verge-bankruptcy-death-banker-article-1.2966653


VINCENT CHIEFFO e MATT FORGER SUL BANCO DEI TESTIMONI

L'Estate di Michael Jackson ha chiamato a testimoniare Vincent Chieffo dell'agenzia Greenberg Traurig LLP specializzata in pratiche media ed entertainment. Nel terzo giorno di processo, Vincent Chieffo è stato chiamato a fare chiarezza sul suo ruolo accanto all'Estate di Michael Jackson. Chieffo avrebbe lavorato per aiutare l'Estate a proteggere e tutelare i suoi marchi, copyrights e diritti pubblicitari. Proprio il valore di questi diritti pubblcitari (legati cioè all'immagine e al nome del cantante)
sono l'oggetto della disputa che vede contrapposto il sistema fiscale americano all'Estate di Michael Jackson.

Sotto le domande dell'avvocato Robert Horwitz (della Hochman Salkin Rettig Toscher & Perex PC) in rappresentanza dell'Estate, Chieffo ha testimoniato di come fu introdotto nel team legale messo insieme nei giorni successivi alla morte dell'artista e, subito dopo che John Branca e John McClain vennero nominati esecutori dell'Estate, di come abbia iniziato, insieme ai suoi colleghi a lavorare su più progetti nel tentativo di proteggere ed espandere i diritti di proprietà riconducibili all'Estate.

Chieffo riferisce che al momento della sua morte Jackson avesse solamente due marchi commerciali attivi in USA, lasciando di fatto gli altri posseduti al loro destino o abbandonati da anni, quindi, non solo l'Estate aveva dovuto iniziare una serie di iniziative contro chi stava cercando di vendere abusivamente merchandising dell'artista o contro chiunque pensasse di aver diritto di poter utilizzare il nome e l'immagine dell'artista, ma aveva dovuto registrare dozzine di nuovi marchi per riuscire nuovamente a trarre profitto dall'immagine del re del pop.

Il team legale dell'Estate si stava espandendo ed stava ampliando il proprio businness in modo differente dalla morte dell'artista. Lo scopo riuscire a creare maggiore valore ed entrate di quante ce ne fossero al momento della morte di Jackson.

L'ambiente si è un po riscaldato, appena prima della conclusione della deposizione di Chieffo, quando lo stesso riferiva di una lettera di diffida inviata ad un avvocato, Laurence Nimmer (Larry Nimmer) che aveva fatto e stava cercando di vendere un documentario non autorizzato su Michael Jackson che comprendeva immagini ottenute durante il suo lavoro per gli avvocati della difesa all'interno del processo del 2005.

L'avvocato dell'IRS Donna Herbert si opponeva all'introduzione come prova di una email inviata da Nimmer, in risposta alla lettera di diffida inviata da Chieffo, all'avvocato Gordon Hoffman, che sta rappresentando l'Estate in questo procedimento, e al fratello dello stesso Nimmer, David, noto esperto di copyrights.

"Il Sig. Nimmer non è in aula" ha replicato. "Potremo chiamare Mr. Hoffman ma poi lui dovrebbe ricusare se stesso dall'incarico".

A questo punto l'avvocato Steven Toscher (rappresentante l'Estate) chiede alla Herbert se intendesse riferirsi veramente al procedimento in corso e quando lei risponde affermativamente si lascia andare ad un moto di dissapprovazione...

"E potremo chiamare la Sig.ra Herbert e sarebbe costretta all'esclusione, andiamo avanti con lui", Toscher escalama. "Questo è ridicolo!"

Alla fine il giudice Holmes dichiarerà che l'email non verrà ammessa come prova all'interno del procedimento, e l'interrogatorio di Chieffo termina in un clima più teso di quando è iniziato.

L'Estate di Jackson ha proposto ricorso in tribunale contro l'IRS nel luglio del 2013 sfidando una lunga notifica dell'ufficio del fisco americano spedita all'Estate quel mese. Il sollecito contestava agli esecutori una serie di valori riferiti a molti oggetti di proprietà dell'artista tra cui una Bentley Arnage del 2001 e i diritti sulle registrazioni master dei Jackson 5.

Secondo la notifica ricevuta, l'IRS aveva aggiustato il valore dell'Estate (al momento della morte dell'artista) da 7 milioni di dollari ad un ben più sostanzioso 1.32 miliardi di dollari. Come risultato, l'agenzia del fisco chiedeva all'Estate il pagamento di 702 milioni di dollari di tasse, comprensivi di 505 milioni di omissioni e/o mancanze e 196.9 milioni di dollari di sanzioni.

La più importante discrepanza tra i numeri delle due parti in causa appartiene al valore dato ai diritti di immagine e pubblicitari di Jackson. L'IRS sostiene che il loro valore sia intorno ai 434 milioni di dollari, mentre l'Estate del cantante nei suoi documenti fiscali di allora ne dichiara solo "2.105 dollari", un valore quindi prossimo allo zero.

Prima di arrivare al procedimento, l'ufficio dell'IRS ha continuamente aggiustato i valori proposti per l'Estate del cantante incrementando il valore dato agli assetti legati al catalogo MIJAC di alcune decide di milioni di dollari ma rivedendo il valore dei diritti di immagine e pubblicitari al momento della prematura scomparsa dell'artista intorno ai 161 milioni di dollari.

Durante l'inizio delle ostilità lunedi scorso all'apertura del processo, l'avvocato Avram Salkin, in rappresentanza dell'Estate, ha riferito che al momento della morte dell'artista, la sua Estate poteva contare su oltre 400 milioni di debiti e che il valore commerciale dei diritti di immagine e pubblicitari dell'artista ammontassero a soli 3 milioni di dollari. Salkin ha sostenuto inoltre che l'ufficio delle entrate avrebbe sopravvalutato il valore del catalogo MIJAC di almeno 90 milioni di dollari e quello della metà del catalogo Sony/ATV di almeno 200 milioni. In tempi recenti poi l'Estate ha venduto a Sony i suoi interessi nel catalogo per 750 milioni di dollari.

Sempre mercoledi, prima della deposizione di Chieffo, l'Estate ha chiamato a testimoniare Matt Forger, ingegnere del suono che più volte ha lavorato con Jackson durante tutta la sua carriera e che, recentemente, ha aiutato l'Estate a districarsi tra tutto il materiale ancora disponibile e non pubblicato dopo la morte dell'artista. Il tutto per cercare di capire quali e quante canzoni potrebbero essere disponibili per una futura pubblicazione.

E' proprio l'IRS che contesta all'Estate di aver sottostimato il valore di tutta la produzione non ancora pubblicata, mentre l'Estate sostiene che questi brani sarebbero rimasti nei cassetti per un motivo, e che quindi non ci si sarebbe dovuti aspettare delle hit clamorose.

Forger ha testimoniato quindi che la ricostruzione fatta dall'esperto dell'IRS secondo cui l'Estate avrebbe avuto a disposizione da 8 a 10 album di canzoni non ancora realizzate al momento della sua morte si basava sull'assunzione sbagliata che queste canzoni fossero pronte per essere pubblicate. Mentre in realtà, sostiene, Forger, molte erano solo "frammenti di canzoni" e quindi inutilizzabili.

L'avvocato Jordan Musen, rappresentate l'IRS, ha quindi contro esaminato Forger chiedendogli se potesse confermare che l'Estate fosse in possesso di canzoni che Jackson avesse completato prima della sua morte e che semplicemente ancora non fossero state usate in nessuna registrazione pubblicata. "Non sono state inserite in nessuna pubblicazione perchè Michael pensava non fossero della stessa qualità di quelle eventualmente incluse." la sua risposta.


AVVOCATI CHE RAPPRESENTANO L'ESTATE:
Avram Salkin
Cahrles Paul Rettig
Steven Richard Toscher
Robert S.Horwitz
Edward M.Robbins Jr.
Sharyn M.Fisk
Lacey E. Strachan
Paul Gordon Hoffman
Jeryll S.Cohen
Loretta Siciliano
Howard L.Weitzman

AVVOCATI CHE RAPPRESENTANO L'IRS
Donna F.Herbert
Malone Camp
Sabastian Voth
Jordan Musen
Laura Mullin

https://www.law360.com/tax/articles/890254/greenberg-atty-explains-michael-jackson-estate-s-ip-moves


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NUOVO AGGIORNAMENTO



TOHME TOHME: EX MANAGER SUL BANCO DEI TESTIMONI

Forse uno dei più controversi e discussi manager degli ultimi tempi della carriera
del re del pop è stato chiamato a testimoniare nell'udienza di giovedi 16 Febbraio su mandato di
comparizione dell'IRS nel procedimento che vede in opposizione il fisco americano all'Estate
di Michael Jackson per un'ipotetica frode fiscale di quasi un miliardo di euro.

Tohme Tohme ha testimoniato che al tempo della prematura scomparsa del cantante, marchi come
Nike, Sony e altri avevano accordi di licenza in lavorazione con il brand Jackson.

Durante la seconda settimna del processo, l'Internal Revenue Service (IRS) ha presentato il suo caso
argomentando che l'Estate avrebbe sottostimato il proprio valore, inclusi i diritti sul nome del cantante
e i diritti di utilizzo della sua immagine di centinaia di milioni di dollari al giugno 2009.
Per questo, durante le udienze, l'Estate sta mettendo insieme testimonianze e dati che dimostrino o facciano
percepire al giudice che le accuse di molestie sui minori degli ultimi anni avrebbero minato definitivamente
il potere commerciale dell'immagine di Jackson e quindi la sua valutazione al momento della morte.

Detto questo, giovedi l'IRS ha chiamato alla sbarra l'ultimo discusso manager di Jackson, Tohme, precedentemente
portato in giudizio dall'Estate per aver tentato di estorcere all'artista accordi di management milionari.
Tohme ha quindi deposto circa il suo periodo di management del cantante da metà 2008 fino al giugno 2009.
Sotto esame da parte dell'avvocato dell'IRS, Sebastian Voth, Tohme ha riferito come si fossero numerosi accordi
in lavorazione prima della morte dell'artista, accordi che includevano una partnership con Nike per creare
un paio di "Moonwalk" sneakers, accordi con James Nederlander della Nederlander Organization per creare un nuovo
show a Broadway basato sul videoclip della canzone Thriller, un piano con l'animation producer Andy Heyward per creare un "Thriller" TV Show, un piano con Sony per ricreare un nuovo videogame a tema Jackson e piani iniziali con il Cirque Du Soleil per creare un nuovo spettacolo dedicato a Michael.

Mentre nessun contratto era ancora stato firmato per l'accordo con Nike e la produzione di sneakers o con Sony
per il nuovo video game, Tohme ha testimoniato come le aziende avessero comunque dato il loro benestare ai progetti
e di come questi progetti furono accantonati a causa della morte dell'artista.

Il caso in discussione ha le sue origini in seguito ad una contestazione da parte dell'Estate inviata al Tribunale fiscale nel
luglio del 2013 alle rilevazioni fatte dall'IRS lo stesso mese in merito al valore della stessa al 2009. Nei rilievi dell'IRS veniva
contestata l'esclusione dall'inventario di molti oggetti, tra i quali una Bentley Arnage del 2001 e i diritti sulle registrazioni master dei Jackson 5. Sempre secondo la comunicazione inviata all'Estate nel 2013, l'IRS aveva stiamo (e quindi) modificato il valore dell'Estate da 7 milioni di dollari ad un miliardo e 32 milioni di dollari. In virtù di queste nuove stime, l'ufficio richiedeva il pagamento di 702 milioni di dollari, di cui 505.1 milioni per le omissioni e 196.9 milioni in sanzioni ed interessi.

La maggior discrepanza tra i valori messi a confronto si aveva per quanto riguarda i diritti di utilizzo del nome e di immagine di Jackson. l'IRS originariamente li avrebbe calcolati in circa 434.3 milioni di dollari al momento della morte dell'artista mentre l'Estate in soli 2.105 dollari.

Prima di arrivare al procedimento, l'ufficio dell'IRS ha continuamente aggiustato i valori proposti per l'Estate del cantante incrementando il valore dato agli assetti legati al catalogo MIJAC di alcune decide di milioni di dollari ma rivedendo il valore dei diritti di immagine e pubblicitari al momento della prematura scomparsa dell'artista intorno ai 161 milioni di dollari.

Durante l'inizio delle ostilità lunedi scorso all'apertura del processo, l'avvocato Avram Salkin, in rappresentanza dell'Estate, ha riferito che al momento della morte dell'artista, la sua Estate poteva contare su oltre 400 milioni di debiti e che il valore commerciale dei diritti di immagine e pubblicitari dell'artista ammontassero a soli 3 milioni di dollari. Salkin ha sostenuto inoltre che l'ufficio delle entrate avrebbe sopravvalutato il valore del catalogo MIJAC di almeno 90 milioni di dollari e quello della metà del catalogo Sony/ATV di almeno 200 milioni. In tempi recenti poi l'Estate ha venduto a Sony i suoi interessi nel catalogo per 750 milioni di dollari.

Sempre giovedi, nel pomeriggio, l'avvocato dell'Estate Howard Weitzman ha potuto contro interrogare Tohme chiedendogli di nominare qualsiasi vero accordo di licenza Michael avesse in essere, e del quale fosse a conoscenza, al momento della sua morte. Tohme ha dovuto ammettere come Jackson avesse in essere solo accordi di licenze musicali con Sony e Warner/Chappell. Questi gli unici che fossero in realtà attivi. In merito allo spettacolo con il Cirque Du Soleil, Weitzman sarebbe riuscito a far ammettere a Tohme come la sua testimonianza di poco prima si riferisse in realtà solo al fatto di aver parlato con un certo Jack Wishna, che gli avrebbe eventualmente riferito l'interesse da parte del Cirque Du Soleil ad una possibile collaborazione. Tohme non avrebbe mai parlato ne avrebbe mai incontrato rappresentanti autorizzati della produzione ne tantomento avrebbe mai firmato accordi per l'utilizzo dei diritti di nome, immagine e musica di Jackson.

Solo dopo la morte dell'artista, l'Estate fini per collaborare con il Cirque Du Soleil per la creazione di due spettacoli tematici che permisero di incassare milioni di dollari.

https://www.law360.com/articles/892763/michael-jackson-s-image-was-in-nuclear-winter-expert


WESTON ANSON - IRS EXPERT AL BANCO DEI TESTIMONI

Un esperto della proprietà intellettuale e diritti connessi ha testimoniato giovedi scorso che il danno provocato dalle accuse di molestie su minori sulla popolarità e spendibilità dei diritti di immagine di Michael Jackson sarebbe stato considerato eccessivo nella determinazione del valore da confermare all'ufficio delle imposte.

Durante la terza, e finale, settimana del processo che vede di fronte l'IRS e l'Estate di Michael Jackson davanti al giudice Mark Holmes, IRS ha chiamato a testimoniare Weston Anson, esperto in proprietà intellettuale, dirigente di Consor Intellectual Asset Management, nel tentativo di spiegare alcuni dettagli dietro ai reports presentati nei quali l'immagine di Jackson, e i relativi diritti pubblicitari, sarebbero secondo lui valsi 161 milioni di dollari al momento del decesso nel giugno del 2009. Il valore di questi diritti pubblicitari, altresi conosciuti come diritti di immagine, sono stati duramente contestati in questa disputa tra l'Estate e l'IRS dall'esperto dell'Estate, Jay Fishman che sostiene che il valore reale di questi diritti sarebbe ammontato a soli 3 milioni di dollari alla data del decesso.

Sotto l'esame dell'avvocato dell'IRS, Sebastian Voth, Anson ha discusso tutta una serie di potenziali opportunità di licensing considerate disponibili sul tavolo dell'Estate che avrebbero incluso videogames, slot machines, hotel e casino a tema, e spettacoli postumi simili a quelli che avrebbero usato ologrammi come nel caso del rapper scomparso Tupac Shakura al Festival Coachella del 2012.

Sempre Anson poi avrebbe identificato quelli che secondo lui sarebbero le discriminanti fondamentali nelle valutazioni di tutti gli esperti del settore: le accuse, prima quelle del 1993 e poi del 2003, di presunte molestie su minori, e l'impatto che queste avrebbero avuto sul valore dei nome di Jackson e dei suoi diritti di immagine al momento della morte. In merito, l'esperto dell'Estate avrebbe riferito come questi diritti si trovassero in un sorta di "inverno nucleare" (metafora per intendere che nessuno li volesse più, che si fosse creato il vuoto intorno all'artista) sostenendo che questo tipo di accuse sarebbero state considerate "una disgrazia" per qualunque brand e per qualunque azienda fosse poi intenzionata ad usare l'immagine dell'artista.

Anson invece, testimonia che mentre non avrebbe certo portato suo figlio in un parco/hotel a "tema Jackson" nel 1995 per via delle accuse, nel 2009 la situazione fosse cambiata in virtù dell'innocenza dimostrata in tribunale nel 2005 e che quindi fossero presenti opportunità consistenti, e quindi opportunità di licensing dell'immagine dell'artista, prima della sua morte. Anson avrebbe aggiunto che per l'Estate il valore dell'artista non avrebbe fatto altro che aumentare tanto da giustificare la battuta che "il più importante cliente al mondo fosse una celebrità deceduta".

"Penso che le accuse di molestie siano francamente state prese in eccessiva considerazione" avrebbe aggiunto Anson, "In un certo senso, Michael Jackson rimarrà sempre un giovane uomo con un immenso talento e quel talento non è mai venuto meno, per questa ragione il suo nome avrà sempre un valore commerciale e i suoi diritti di immagine saranno sempre monetizzabili".

Il caso in discussione ha le sue origini in seguito ad una contestazione da parte dell'Estate inviata al Tribunale fiscale nel
luglio del 2013 alle rilevazioni fatte dall'IRS lo stesso mese in merito al valore della stessa al 2009. Nei rilievi dell'IRS veniva
contestata l'esclusione dall'inventario di molti oggetti, tra i quali una Bentley Arnage del 2001 e i diritti sulle registrazioni master dei Jackson 5. Sempre secondo la comunicazione inviata all'Estate nel 2013, l'IRS aveva stiamo (e quindi) modificato il valore dell'Estate da 7 milioni di dollari ad un miliardo e 32 milioni di dollari. In virtù di queste nuove stime, l'ufficio richiedeva il pagamento di 702 milioni di dollari, di cui 505.1 milioni per le omissioni e 196.9 milioni in sanzioni ed interessi.

La maggior discrepanza tra i valori messi a confronto si aveva per quanto riguarda i diritti di utilizzo del nome e di immagine di Jackson. l'IRS originariamente li avrebbe calcolati in circa 434.3 milioni di dollari al momento della morte dell'artista mentre l'Estate in soli 2.105 dollari.

Prima di arrivare al procedimento, l'ufficio dell'IRS ha continuamente aggiustato i valori proposti per l'Estate del cantante incrementando il valore dato agli assetti legati al catalogo MIJAC di alcune decide di milioni di dollari ma rivedendo il valore dei diritti di immagine e pubblicitari al momento della prematura scomparsa dell'artista intorno ai 161 milioni di dollari.

Durante l'inizio delle ostilità lunedi scorso all'apertura del processo, l'avvocato Avram Salkin, in rappresentanza dell'Estate, ha riferito che al momento della morte dell'artista, la sua Estate poteva contare su oltre 400 milioni di debiti e che il valore commerciale dei diritti di immagine e pubblicitari dell'artista ammontassero a soli 3 milioni di dollari. Salkin ha sostenuto inoltre che l'ufficio delle entrate avrebbe sopravvalutato il valore del catalogo MIJAC di almeno 90 milioni di dollari e quello della metà del catalogo Sony/ATV di almeno 200 milioni. In tempi recenti poi l'Estate ha venduto a Sony i suoi interessi nel catalogo per 750 milioni di dollari.

https://www.law360.com/articles/895370/abuse-claims-overblown-in-jackson-tax-trial-irs-expert



Fonte/Traduzione: Michaelmania.com


Ultima modifica di luna7MiKE il Mar Feb 28, 2017 11:17 pm, modificato 4 volte
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da 2 Bad il Sab Feb 11, 2017 2:44 pm

Grazie Luna.
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da katia75 il Sab Feb 11, 2017 5:57 pm

Grazie anche da parte mia per il lavorone che hai fatto Very Happy
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da luna7MiKE il Sab Feb 11, 2017 7:02 pm

katia75 ha scritto:per il lavorone che hai fatto Very Happy
Per questo lavorone non mi prendo il merito Very Happy Per questo c'e` da ringraziare quelli di michaelmania che lo stanno seguendo e tradotto Smile
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da katia75 il Dom Feb 12, 2017 12:32 pm

Be comunque l'hai postato e scritto Very Happy , comunque un grazie anche a Michaelmania Very Happy
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da childhood il Ven Feb 17, 2017 12:54 am

grazie!!

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...I've never seen nothing like this in my life. It's amazing! He's the greatest entertainer in the world...
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da luna7MiKE il Mar Feb 28, 2017 9:17 pm

Ho inserito il nuovo aggiornamento sopra nel primo post
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

Messaggio Da katia75 il Mer Mar 01, 2017 3:51 pm

Grazie Luna Very Happy .Io penso che l'Estate, abbia un pochino esagerato nello svalutare Michael, immagino che l'abbiano fatto per cercare di pagare meno tasse dato i 400 milioni di debiti che aveva maturato, pero' sono d'accordo con l'esperto Anson quando dice che nel 2009 ,dopo la dimostrazione in tribunale nel 2005 della sua innocenza, che le accuse avranno sì un po' minato l'immagine ma che valesse ancora tanto, basti pensare a come sono stati venduti i biglietti per il This is it, sia concerto che il docu-film....
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Re: Il processo: MJ Estate vs IRS (il fisco americano)

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