bella testimonianza di un giornalista che ha seguito Michael in occasione del discorso ad Oxford

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

bella testimonianza di un giornalista che ha seguito Michael in occasione del discorso ad Oxford

Messaggio Da smelly jackson il Ven Mag 17, 2013 2:00 pm

Il telefono squillò alle 2, nel cuore della notte. Un proverbio cita " la cosa peggiore di un numero sbagliato nel cuore della notte è il numero giusto", perché inevitabilmente annuncia qualcosa di grave. Comunque sia, in questo caso, il numero telefonico esattamente composto ,alle prime ore del mattino ha dato una delle opportunità più straordinarie che si possa immaginare ad un giornalista.

"Vorresti incontrare Michael Jackson, arriverà all'aeroporto di Heathrow alle 9 di mattina, per trascorrere qualche giorno insieme a lui? " Mi chiese una voce familiare dall'accento americano.

A chiamarmi era Shmuley Boteach, il mio amico rabbino, un personaggio molto attivo che , in una delle più imprevedibili relazioni d'affari piuttosto insolite, è diventato il guru della leggenda del Pop, Michael Jackson, un amico e , la scorsa settimana,uno dei soci fondatori dell'iniziativa benefica per bambini.

Naturalmente, ho accettato l'offerta di Shmuley e, alcune ore dopo, per la seconda volta in pochi mesi sarei entrato nel vortice della vita del quarantaduenne cantante, una volta descritto da Bob Geldof come” l'uomo più famoso del pianeta, aiutato da Dio” .
Nel retroscena di questa straordinaria storia di celebrità, mi ritrovai come testimone ad ascoltare Michael, ancora in pigiama, mentre lavorava alle ultime modifiche del testo per il suo discorso di Oxford, cercando di divertirlo con una battuta scherzosa quando mi trovavo sul sedile posteriore della sua auto, oppure sentire una delle telefonate più emozionanti della sua vita - sul cavalcavia di Hammersmith a Londra.

Michael Jackson stava arrivando in Inghilterra per lanciare la sua iniziativa filantropica Heal The Kids, con sede negli Stati Uniti, con un discorso all’Università di Oxford, e assistere in veste di testimone alle nozze Uri Geller, il quale lo aveva presentato a Shmuley più di due anni prima.
Era stato un fine settimana difficile per Shmuley. Il viaggio da tempo pianificato da Jackson sembrava compromesso proprio all’ultimo minuto, per prima cosa,Michael ,era caduto dalle scale fratturandosi un piede, poi c'era stato uno sciopero dei controllori del traffico aereo, e infine una tempesta di neve che si era riversata su New York.

Pertanto non erano solo i cinici a dubitare che il cantante si sarebbe presentato a Oxford. Il rabbino era molto nervoso. Aveva investito quasi un anno di lavoro insieme a Michael ad organizzare il discorso a Oxford, contro il parere di chi pensava che la reputazione discutibile della megastar potesse causare un'accoglienza poco amichevole da parte degli studenti di Oxford.

Ma pochi minuti prima di telefonarmi, il rabbino Shmuley aveva ricevuto conferma dall' America. Michael ,con il piede ingessato, nonostante il dolore e le stampelle , era in viaggio per prendere il volo in partenza dall'aeroporto JFK.

Nel mese di novembre, avevo trascorso una settimana con Michael a New York per un articolo poi pubblicato su una rivista americana. Shmuley mi voleva per testimoniare ulteriormente, come Jackson, in questo mese, su mandato del suo amico Nelson Mandela, fosse pronto ad assumere il ruolo di ambasciatore speciale delle Nazioni Unite per l'infanzia, trasformandosi da artista, a figura pubblica molto importante per il mondo - o almeno come speravano i suoi sostenitori influenti.

La missione di Shmuley era di convincere il mondo che il due volte divorziato Michael ,poteva essere una persona poco convenzionale per molti versi, ma dal cuore gentile e uomo fondamentalmente, innocuo e innocente, il cui desiderio di sensibilizzare gli adulti ad ascoltare i bisogni dei bambini, meritava di essere ascoltato. Così ci siamo diretti verso l'aeroporto con un piccolo taxi.

Lo staff di Michael, un gruppo di personaggi dalla stazza imponente, naturalmente, era già arrivato. C'era l'edificio colmo di guardie del corpo americane e vigili urbani e autisti, tutti molto esperti nel trasportare le celebrità in colonne di Mercedes con vetri oscurati e suv. C'era anche un fotografo pronto a girare video e scattare fotografie di Michael a ogni sua mossa per il suo archivio personale.

Poi lo staff itinerante è arrivato - il manager, Michael Jackson, il suo medico anziano libanese, che era li per controllare la frattura al piede del celebre paziente, più altri uomini corpulenti e dall’aspetto minaccioso.
Normalmente, ci sarebbe stata anche la babysitter dei bambini di Michael, una bella, sensibile donna di mezza età che si prendeva cura di Prince e della sorella,Paris. Per precisare, non c’era un esercito di 12 babysitter come spesso è stato riportato ,lei era l’unica.
I bambini di Michael (entrambi avuti dalla sua seconda moglie, l'infermiera Debbie Rowe) erano impeccabili, puri e dall’aspetto luminoso.
Ma il padre, questa volta, aveva deciso di non portarli nel viaggio, perché temeva che potessero essere fotografati, una faccenda alla quale è stato sempre particolarmente attento, dopo che la sua infanzia è stata perseguitata costantemente dai paparazzi.

Dopo che Michael e i suoi uomini avevano superato la dogana, le quattro auto dell'entourage hanno parcheggiato in un'area pubblica dell'aeroporto, dove di solito le persone arrivano in taxi per partire in vacanza da qualche parte.

Con mio grande stupore, Michael indossava sul volto la sua mascherina di seta nera, che non aveva mai indossato, almeno durante le visite private o pubbliche ,quando lo incontrai a New York, o prima ancora in Giappone alcuni anni prima.

In realtà ho sempre sostenuto e confermato più volte alla gente, che la maschera è solo un altro mito, insieme alla storia della camera iperbarica e le dicerie che Michael gettava via i giocattoli di Prince e Paris dopo l'uso per paura dei germi, di cui so per certo non essere vere.

Michael mi aveva raccontato della camera iperbarica in occasione di una cena del Ringraziamento a casa Boteach(del Rabbino) nel New Jersey, che la storia era nata mentre stava scherzando in una chiacchierata con un fotografo. Lui si mise dentro la camera iperbarica , appena acquistata per l'ospedale pediatrico, ed era venuto fuori facendo la battuta: “Dio, se avessi una camera iperbarica, potrei vivere fino a 150 anni”. Il quotidiano The Sun raccolse la sfida, inventando l'etichetta -Wacko Jacko- che lui disprezza tanto.

La sofferenza fisica di Michael era visibile a Heathrow. Era depresso ed esausto, zoppicando con le stampelle faceva di tutto per rimanere in piedi da solo. Era talmente concentrato a camminare che non riusciva a stringere la mano a nessuno,ad eccezione di Shmuley Boteach e, purtroppo per me, le sue stampelle e la gamba distesa occupavano un posto per me importante nella sua monovolume.

Così sono andato all'hotel Lanesborough di Londra insieme alla scorta con un autista di 67 anni, tale Stan, autista di Michael da quando il cantante era ancora un adolescente. Stan mi chiarì il motivo della mascherina sul volto. "È per i fan e soprattutto per il bene della stampa, disse ridacchiando. Indossarla garantisce la presenza delle foto sui giornali di domani. Non dimenticate che Michael è un uomo di spettacolo".

Nei pressi della porta sul retro dell'hotel si erano ammassati moltissimi fan, decine di loro si erano accampati sul marciapiede coperti da sacchi di plastica solo per intravedere il loro idolo.
Quando Michael era già entrato nella sua suite, ho visto un operatore camminare intorno alla folla di fan che piangevano e gridavano i loro messaggi a Michael nella telecamera. È stato toccante e inquietante allo stesso tempo.

Al piano superiore , in camera sua, Michael incontrò il suo medico. Quando mi vice, non ero sicuro che si fosse ricordato chi ero. Tuttavia, mi guardò e mi fece un cenno con un divertente saluto militare. Non ho idea se davvero mi avesse riconosciuto, ma lo fece in modo convincente, al punto da farmi pensare che mi aveva riconosciuto .

Il trucco di Michael è che, l'atteggiamento silenzioso e il comportamento timido danno l'impressione che lui sia distaccato dalla realtà al punto di non capire ciò che gli sta accadendo intorno, ma in realtà lui ha sempre una visione completa e raramente gli sfugge qualcosa.

Per chiunque voglia sapere chi è quest'uomo misterioso in realtà. Dal mio punto di vista, sembra un bambino, divertente, dall’ animo generoso, premuroso verso gli altri, anche se piuttosto esigente, e impeccabilmente educato. E’ anche inaspettatamente pettegolo, ma mai con cattiveria. Possiede, per esempio, un serpente domestico che scherzosamente ha chiamato Madonna – ma è sempre desideroso di far sapere quanto i fan in giro per il mondo apprezzano veramente la sua"rivale “al titolo numero 1 di superstar.

La sua voce è acuta e ha un distinto accento occidentale, e anche se parla con calma e delicatezza, ride ad alta voce e spesso, specialmente sugli scherzi "fisici". Non tollera nemmeno le lievi parolacce e fa molte domande. Ascolta con attenzione, sempre guardandovi con occhi un po' diffidenti e senza dire vi fa capire che è completamente concentrato. Per quanto riguarda il suo aspetto, non pretendo di comprendere appieno il motivo per cui coltiva l'immagine che ha di se stesso, ma sono sicuro che questo abbia a che fare con la timidezza e il desiderio di nascondersi.

Visto da vicino, la chirurgia estetica è evidente, in specie quando compete con il naturale processo d'invecchiamento. Non ho motivo di non credere (mentre ci sono molte ragioni per crederci), nella sua affermazione che stava soffrendo per la malattia, lo schiarimento della pelle, e so con assoluta certezza che lui è orgoglioso della sua origine nera.

Ha detto Jackie Onassis, che l'ha aiutato con la sua autobiografia”Moonwalker” che aveva l'abitudine di indossare una maschera per nascondersi, ed è anche noto che il padre, Joseph Jackson, famoso per la sua severa educazione,gli ripeteva costantemente, durante sua infanzia, che il suo aspetto era orribile ,un patrimonio piuttosto doloroso per lui.
Michael mi ricorda un adolescente anoressico mai soddisfatto dell'immagine riflessa nello specchio e continua a che cerca continuamente di far qualcosa al riguardo.

Michael voleva dormire per qualche ora e abbiamo concordato di vederci più tardi, intanto Shmuley aveva un elenco di domande riguardo la beneficienza da discutere e mi ha invitato a unirmi a loro nuovamente in veste di osservatore.

Mentre Michael e il suo mentore erano assorti in una conversazione quella sera, qualcuno bussò alla porta della suite. Michael mi chiese se per cortesia potevo aprire la porta. Fuori c'era Macaulay Culkin, che era a Londra per il suo “West End” ed era venuto li per passare un po’ di tempo con Michael.
'Ciao a tutti, wow,”Big fat monkey head “ (n.d.r grande grassa testa di scimmia ) ha detto Culkin al suo amico.

Ora avete capito il rapporto di Michael Jackson con "Peter Pan" spero, ma lui è serio al riguardo e dice che non è entusiasta degli adulti e non è fiero di esserne uno. Da qui la sua amicizia con l'ex stella bambino, Culkin, che, come lui, ha perso la sua infanzia.
Abbiamo lasciato Michael e Macaulay a fare ciò che volevano, ma secondo un tabloid, è stato seduto sul letto di Michael e guardare cartoni animati.

È interessante notare che quando si tratta di Michael, la gente dice che ciò che la indispone sono (nonostante infondate e non provate ipotesi) le accuse nei primi anni 90 riguardo le molestie su minori, e di come Michael firmò un accordo di 21 milioni di euro per il silenzio dell'accusatore.

Quando faccio notare che il procuratore distrettuale locale in seguito invitò a presentare ulteriori denuncie, e nessuno si fece avanti, nonostante ci fossero stati così tanti soldi sul tavolo, e considerando che circa 10.000 bambini l'anno visitano la casa di Michael, Neverland, la gente comincia a farneticare che la loro ostilità è data dal indiscutibile che lui sembra un po' strano - ma a parere mio questo non è un grande peccato.

Tuttavia, è possibile che nutrissi già sin troppa comprensione verso Michael dopo aver trascorso del tempo con lui a New York. Ho visto come ha lavorato instancabilmente per la progettazione di Heal The Kids, una campagna globale per sollecitare i genitori a dedicare più tempo ai loro figli. L'ha fatto pur essendo sotto pressione dalla sua casa discografica, impegnato nella registrazione del suo ultimo album.

L'ho visto sostenere le proprie convinzioni mentre parlava con psichiatri infantili, banchieri, scrittori e persone importanti della società, l'ho visto fiducioso e rilassato in una conferenza telefonica con l'attore Denzel Washington e Nelson Mandela ai quali aveva chiesto di aderire al progetto Heal The Kids. (“Farò quello che desideri, Michael”, aveva detto Mandela. “Sai quanto ti rispetto”) Ho ascoltato Jackson anche in riunioni d'affari, dove ancora una volta emergeva un uomo diverso, concentrato, esperto negli affari, qualificato e pieno di risorse.

Aveva tanti progetti per il futuro dall'acquisto di beni con iniziative molto innovative nel settore dell'editoria e dello spettacolo.

Ero testimone dell'enormità di quello che penso sia il reale impegno che Jackson ha dedicato ai bambini. La figlia maggiore di Shmuley Boteach, Mushki, con le lacrime agli occhi, si lamentò con Michael in una delle sue frequenti visite a casa Boteach che era vittima di bullismo da un ragazzo a scuola.

Michael promise di tenere una conferenza, sotto la sua leadership, dove avrebbe invitato i genitori del ragazzo per risolvere la questione. E non era solo una promessa. Per un'intera settimana, Michael aveva telefonato a Shmuley e Mushki e voleva sapere ogni giorno come si stava evolvendo la preparazione.

Quando arrivò il giorno della riunione, Michael scoprì, che la data purtroppo coincideva con la sessione fotografica per la sua copertina del nuovo album.

Piuttosto che cambiare la data, fece la seduta fotografica alle 5 del mattino per farla finire in tempo utile e partecipare all'evento. Ma ahimè, per ironia della sorte, il ragazzo e la sua famiglia non si presentarono alla conferenza.

Shmuley mi ha anche detto - dopo centinaia di ore d'interviste registrate con Michael per un libro che stanno scrivendo insieme, - le sofferenze di Michael dopo l'assassinio di Jamie Bulger nel Merseyside. ‘Michael ha sorpreso il pubblico di Oxford martedì scorso, citando l'omicidio’. Tale riferimento è stato visto da alcuni come tentativo di portare sapore locale a questa parte del discorso, ma in realtà la preoccupazione di Michael sul caso ritorna al suo primo matrimonio con Lisa Marie Presley, figlia di Elvis.

Litigavano durante un viaggio a Londra, discutendo su Jamie Bulger, quando Michael irritato dalla moglie, le disse di non essere preoccupata solo per Jamie e i suoi genitori, ma anche per l'assassino,di Jamie, che sicuramente aveva avuto un'infanzia infelice - com'era, infatti vero. Michael si rifiuta di credere che un bambino potesse essere malvagio per principio.(n.d.r Jamie Bulger era un bambino di 2 anni che venne rapito e poi ucciso da 2 ragazzini di 10 anni che poi furono condannati)

Anche in quell’autunno, Michael aveva chiesto ancora una volta cosa era successo al killer di Jamie, e aveva parlato di come avrebbe voluto scrivergli una lettera, ma non poteva nemmeno sognare di farlo, poiché la sua fama gli avrebbe dato una ragione per sentirsi premiato come un eroe, e sapeva che questo era inaccettabile.

Secondo Shmuley, Michael si sentiva abbastanza depresso quando si rendeva conto che il suo status di celebrità a volte poteva rappresentare un ostacolo per la sua missione di aiuto ai bambini.

Vidi di nuovo Michael, il martedì pomeriggio nella sua stanza, dove stava controllando il suo discorso per Oxford, sul quale aveva lavorato con Shmuley per una settimana. A causa del piede di Michel, erano in ritardo rispetto al programma stabilito. Michael ha insistito per leggere il suo discorso in piedi, e recitarlo come avrebbe fatto a Oxford, in piedi mentre indossava un pigiama a strisce di color grigio con l'immagine di Topolino sul taschino.

La sua concentrazione e attenzione ai dettagli era impressionante. Il punto principale del discorso era quello in cui Michael perdonava suo padre. C'era un passaggio nel quale spiegava che se i "Jackson 5" facevano un grande spettacolo, Joseph diceva che era stato buono, ma se veniva eseguito bene, diceva che era pessimo.

"Sai, - disse Michael. – ho sbagliato qui. Non ha mai detto che era pessimo, semplicemente non diceva nulla. Bisogna essere onesti ". Si fermò e si sedette per un po', con un tulipano in mano preso da un vaso, apparentemente assorto nei suoi pensieri. Cambiò la frase , e l'insignificante "nulla" fu la parola su cui, quella notte, scoppiò in singhiozzi per quasi un minuto.

Alcuni pensavano che fosse uno spettacolo, ma sono sicuro che era assolutamente sincero, e l'hanno pensato anche la maggior parte degli studenti di Oxford intorno a me. Mentre Michael si stava vestendo, incontrò di nuovo il suo medico, l'orologio scandiva velocemente il tempo, e mi guardai intorno mentre ero nella sua stanza.

Ovunque, si potevano vedere i risultati delle lunghe ore di shopping a HMV, dove aveva lasciato, così si dice , circa 2000 sterline. Michael era stato a fare spese in compagnia di Culkin Macaulay e una bella bionda, una studentessa ventenne, figlia di un suo amico a Londra e che Michael conosceva da quando era piccola.

Dall'altra parte della camera erano sparsi diversi film per bambini su DVD, la collezione di video, "Wild Nature With David Attenborough" e decine di CD, tra cui il primo album The Beatles, di cui Michael detiene certamente i diritti, e con l'acquisto, si pagava le royalties.


Mi venne in mente che era sbagliato pensare che Michael semplicemente si godeva la compagnia dei bambini, come spesso si dice. Gli piaceva circondarsi di persone ventenni che conosceva fin dalla loro infanzia - e delle quali poteva fidarsi, come la bella studentessa.

Si stava facendo tardi, ma prima di partire, Michael ha preso della frutta per il tragitto sino a Oxford (due mele, una banana, due prugne e un arancio) e zoppicando, saltellava con le stampelle alla ricerca di qualcosa da leggere, dopo aver raccolto una pila di riviste , più una copia del catalogo Royal Academy, dedicato alla mostra "Il Genio di Roma, 1592 -1623 "- un dono del suo caro amico.

Siamo saliti in macchina insieme al manager di quel momento, il medico, la guardia del corpo e Shmuley – quando già da più di un'ora avremmo dovuto essere a cena a Oxford. Michael teneva il libro d'arte sulle sue gambe, seduto sul sedile posteriore con me e il medico e parlava della pittura rinascimentale

Ha spiegato che Diana Ross gli ha insegnato molto sull'arte e che suo padre era un pittore di talento. È stato Shmuley Boteach che ha consigliato Michael, quando siamo passati sulla strada di Cromwell, di chiamare il padre a Las Vegas. "Stai tenendo un discorso in cui lo perdoni. Penso che ora sia il momento giusto, Michael". Michael silenziosamente riflettè su questa idea fino a Hammersmith,poi improvvisamente ha chiesto un cellulare e ha composto il numero. "Joseph, - ha detto, come andavamo verso Londra nell’ora di punta- "Sono io, Michael. Sono a Londra. Io sto bene, mi sono fratturato un piede e mi fa un po’ male, ma voglio solo che tu sappia che adesso sto andando all'Università di Oxford per tenere un discorso, e verrai citato.....no, no, non ti preoccupare, è positivo .......ovviamente ... come stai? Sì ... sì, lo farò. Ti voglio bene, papà, ciao". Dopo aver detto questo, lui guardò fuori dal finestrino per diverso tempo "Sai, - disse con un sorriso a tutti noi - ho detto questo per la prima volta nella mia vita. Non ci posso credere". Shmuley l'ha abbracciato e si è congratulato con lui. E Michael ha continuato a leggere.

È stato un viaggio tranquillo, nonostante il traffico. Michael si lamentava che la musica selezionata dal suo manager per il tragitto, era troppo alta. A un certo punto della Street M40, eravamo tutti in silenzio, e ho detto usando una di quelle battute che in certi momenti non si dovrebbe nemmeno pensare "Diventa noioso - ho detto. - Penso che dovremmo cantare una canzone. Qui c'è qualcuno che sa cantare?" In realtà, prendere in giro le celebrità non è troppo intelligente, ma l'atmosfera era così felice ed emozionante che non ho potuto resistere. Con mia grande gioia, Michael aveva la generosità di ridere a voce alta.

Eravamo sempre più in ritardo, e Michael si stava facendo prendere dal panico. Voleva chiamare tutti quelli che sapeva di aver messo in difficoltà, per il suo ritardo. Sapendo che una star non può nemmeno pensare a queste cose, è difficile non sorprendersi della sua attenzione verso le persone.

Michael è stato incredibile.

Sappiamo che gli studenti, i giornali e la televisione sono rimasti scioccati da questo discorso, è stata interessante la risposta stratosferica di Trevor Beattie, il guru della pubblicità, che commentava in una sala affollata, arredata in stile vittoriano, con i busti dei primi ministri britannici Asquith e Gladstone.

Beatty è probabilmente il più famoso maestro della pubblicità in Gran Bretagna, ha recentemente girato uno spot per l'UNICEF con Mandela e lavorato con persone diverse, da Muhammad Ali a Tony Blair, che aveva appena finito di girare il suo spot in onda in quei giorni. In altre parole, Beatty sa molto su come le persone sappiano rappresentarsi in pubblico. "Quello che ho visto oggi conferma ciò che ho sempre creduto su Michael - ha detto. - Tutte queste teorie che sta cercando di diventare bianco, qui perdono consistenza. Credo che ciò che è più grande in lui, è proprio di non essere come suo padre, e oggi si è sbarazzato del fantasma di Joseph e può ricominciare tutto da capo.

Ecco perché trovo triste che finora tutti siano stati fissati su questioni come il suo aspetto e la sua eccentricità, senza prestare attenzione a ciò che succede nella sua anima. Ha parlato magnificamente, con evidente sincerità. Ammiro quest'uomo più che mai".

Siamo andati ad una favolosa cena, in ritardo, a Blenheim Palace, dove ho visto con stupore, Richard Grant, lui stesso una star di Hollywood, emozionato e preoccupato al pensiero di avvicinarsi a Michael: "Voglio dire, come bisogna comportarsi? Far finta di conoscerlo, dire "ciao" e poi mi presento, sono molto insicuro".

Il giorno dopo c'è stato il lussuoso matrimonio di Uri Geller. Michael era di nuovo in ritardo (di nuovo in difficoltà con il piede, aggravato dal fatto che era scivolato - ci crediate o no – suun pezzo di pesce nel negozio a Marylebone).

Le persone erano molto dispiaciute, soprattutto la moglie di Uri, Hanna, ma poi Michael ha dovuto anche cancellare il volo in elicottero con i coniugi Geller diretti ad una visita a casa di George Harrison. Michael mi ha detto, che Harrison, era il "Beatles" più vicino a lui.

Mia figlia di undici anni, ha stretto la mano di Michael e poi ha detto che lui "non era poi così terribile come nelle foto, in realtà era veramente bello da guardare".

Mi è stato chiesto di ballare sotto il baldacchino nuziale con Uri, Shmuley e David Blaine, il mago americano - mentre il cantante, ballerino numero uno al mondo Michael Jackson, era seduto su una sedia a un metro di distanza da noi, e batteva le mani. Vedendo i miei goffi tentativi di andare a ritmo, il Re del Pop mi fece l’occhiolino.
Certamente non mi aspettavo di essere scritturato per il suo nuovo video nel recente futuro. D'altra parte, sembrava felice, come se dalle sue spalle si fosse tolto un peso.
avatar
smelly jackson
INVINCIBLE
INVINCIBLE

Numero di messaggi : 1809
Età : 45
Località : TRENTO
Data d'iscrizione : 02.12.10

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: bella testimonianza di un giornalista che ha seguito Michael in occasione del discorso ad Oxford

Messaggio Da MICHAELINMYHEART il Sab Mag 18, 2013 12:25 am

grazie smelly ... bella testimonianza
avatar
MICHAELINMYHEART
INVINCIBLE
INVINCIBLE

Numero di messaggi : 1728
Età : 42
Località : ANCONA
Data d'iscrizione : 19.10.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: bella testimonianza di un giornalista che ha seguito Michael in occasione del discorso ad Oxford

Messaggio Da KRISMICHAEL il Sab Mag 18, 2013 2:21 am

[...] oggi si è sbarazzato del fantasma di Joseph e può ricominciare tutto da capo.

Ecco perché trovo triste che finora tutti siano stati fissati su questioni come il suo aspetto e la sua eccentricità, senza prestare attenzione a ciò che succede nella sua anima. Ha parlato magnificamente, con evidente sincerità. Ammiro quest'uomo più che mai".
Se solo le persone riuscissero o almeno provassero a capirlo...

Bella la parte quando parla del suo aspetto fisico da vicino! Me lo stavo immaginando ** Soprattutto "quegli occhi un po' diffidenti" che ti guardano e ti fanno capire senza dover dire alcuna parola che lui ti sta ascoltando.

Grazie! Razz
avatar
KRISMICHAEL
Greatest Entertainer of All Time
Greatest Entertainer of All Time

Numero di messaggi : 15390
Età : 21
Data d'iscrizione : 07.12.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: bella testimonianza di un giornalista che ha seguito Michael in occasione del discorso ad Oxford

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum