Dentro i file dell'FBI su Michael Jackson: il giornalista Charles Thomson a colloquio con Willa Stillwater e Joie Collins

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Dentro i file dell'FBI su Michael Jackson: il giornalista Charles Thomson a colloquio con Willa Stillwater e Joie Collins

Messaggio Da lorejacksina il Dom Nov 11, 2012 7:51 pm

traduzione di www.truth4MJ.it

Non sono mai abbastanza le volte in cui si ribadiscono determinate cose su quello che ha subito MJ nella sua vita. La questione dei file dell'FBI e delle indagini su di lui è sicuramente una delle cose da ribadire fino alla nausea.




Willa: Joie e io siamo entusiaste di essere raggiunte questa settimana dal giornalista Charles Thomson, che ha scritto numerosi articoli e postato blog su Michael Jackson, le accuse contro di lui, e il modo in cui quelle accuse sono state trattate dai media. Infatti, è l'autore dell’articolo "Uno degli episodi più vergognosi nella storia del giornalismo”, il miglior articolo che io abbia letto sulla copertura mediatica del processo del 2005. Ha anche contribuito a due biografie best-seller su Michael Jackson ed è intervenuto in TV e in programmi radiofonici per discutere di lui e del modo in cui è stato ritratto.

Allora Charles, come reporter investigativo, sei addestrato ad essere scettico su ciò che senti e cauto nel trarre conclusioni. Per questo motivo, la posizione ufficiale della maggior parte dei media credibili – al contrario dei tabloid - è "non lo sapremo mai con certezza" se le accuse sono vere o no, anche se spesso ciò che riportano rivela un pregiudizio per il quale essi credono che Michael Jackson fosse colpevole di qualcosa, se non precisamente dei crimini per i quali fu accusato. Comunque, tu sembri convinto che Michael Jackson era innocente, e sono curiosa: cosa ti ha convinto esattamente?

Charles: Credo fermamente nel principio secondo il quale un uomo è innocente fino a che non sia provato colpevole. Troppo spesso si vedono opinionisti conservatori fare commenti del tipo: 'Non colpevole non è lo stesso di innocente'. Beh, mi permetto di dissentire. Questo è il punto centrale del nostro sistema giudiziario. Un uomo è innocente fino a che non viene giudicato colpevole da una giuria di suoi pari. Michael Jackson è stato giudicato non colpevole, ergo, alla lettera della legge, era innocente. Cominciando a fare commenti del tipo: "Solo perché è stato giudicato non colpevole, non vuol dire che fosse innocente" ci si fa beffe di tutto il sistema giudiziario.

A me è parso che i media semplicemente detestassero di accettare la possibilità che Jackson poteva essere innocente. La maggior parte dei giornalisti sembrava essere già convinta della colpevolezza di Jackson, perché loro pensavano che fosse un tipo strano. Aphrodite Jones ne ha parlato nel suo libro: "Michael Jackson - Il Complotto". Io non ero un giornalista all'epoca del processo di Michael Jackson – ero ancora in formazione - ma ho sempre avuto la stessa mentalità: mi piace vedere le prove prima di credere in qualcosa.

Ciò che divenne evidente durante tutto il processo Jackson fu che le prove non erano il punto di forza dell'accusa. Per tutta la loro bufera, non sono riusciti a produrre una sola prova tangibile che collegasse Jackson ad un qualunque crimine. Tutto quello che avevano in realtà era una parata di testimoni, la metà dei quali crollò sotto il controinterrogatorio, e l'altra metà finì con l’aiutare la difesa piuttosto che i procuratori dell’accusa.

Quello di Jackson è stato un caso nel quale l'accusa aveva tutti i vantaggi: hanno saccheggiato la casa di Jackson senza preavviso mentre lui era a miglia di distanza a Las Vegas; hanno avuto il beneficio di una copertura mediatica globale e hanno potuto fare appelli ad altre eventuali vittime; entrarono in zone non coperte dal loro mandato di perquisizione, hanno rubato documenti della difesa dalla casa dell’assistente personale di Jackson e illegalmente perquisito l'ufficio dell’investigatore privato che lavorava per la difesa – tutte cose che hanno dato loro un vantaggio sleale.

Nonostante tutto questo, sono rimasti incapaci di escogitare una qualunque cosa che si avvicinasse ad un caso forte. Seguii il processo all’epoca e ricordo che rimasi scioccato dalla differenza tra le trascrizioni del processo e la copertura dei media.

J. Randy Taraborrelli ha raccontato una storia relativa al processo. Lui e il resto degli addetti stampa erano in fila per i loro pass. Una nota giornalista di una grande rivista cominciò ad agitarsi sempre più per l'indecenza di dover aspettare in fila (orrore!) e improvvisamente esplose: “QUALCUNO qui crede che Michael Jackson è innocente oltre a J. Randy Taraborrelli?”

Quella storia riassume gran parte dell'atteggiamento dei media verso il processo: "Noi sappiamo che è colpevole. Questa è una perdita di tempo. Dovrebbero solamente metterlo in prigione ora." È ciò che ha contaminato i loro servizi, consapevolmente o meno.

Joie: Ne sono stati assolutamente contaminati, ed io trovo semplicemente così difficile credere che abbiano unilateralmente raccontato la storia che loro volevano – a tutti i livelli. Sai, di recente ho prestato a mia madre la mia copia del libro di Aphrodite Jones e, dopo averlo letto, ne è rimasta completamente scioccata, perché tutto quello che lei sapeva di quel processo era che Michael Jackson si era presentato in tribunale in pigiama. Quando me lo ha detto, in un primo momento ero arrabbiata, ma, ragionandoci, mi sono resa conto che era ovvio che era quello tutto ciò che sapeva. E’ tutto ciò che la maggior parte del mondo sa perché è tutto ciò che i media hanno raccontato loro. Nessuno sa veramente che tutti i testimoni dell'accusa sono stati annientati nei controinterrogatori perché i media non hanno riportato nulla di ciò che la difesa aveva da dire. Hanno riportato le cose solamente dalla parte della pubblica accusa.

Charles: Lavoro come giornalista da cinque anni e trascorro molto tempo in tribunale, coprendo i casi per i giornali locali e nazionali. Passare tutto quel tempo in casi giudiziari - compresi casi di abuso su minore - ha soltanto cementato la mia convinzione che l'accusa contro Michael Jackson era una farsa.

Willa: E' una condanna piuttosto forte, Charles. Allora, che cosa esattamente è diverso nel caso di Michael Jackson rispetto ad altri casi che hai riportato?

Charles: Sono molte le differenze fra il processo di Michael Jackson e gli altri processi di abuso su minore ai quali ho assistito. In primo luogo, sebbene abbia assistito ad alcuni procedimenti incompetenti in passato, non ho mai visto niente che si avvicinasse alla stupidità dei procuratori contro Michael Jackson. Era come se il suo caso fosse stato messo insieme da Mr. Bean. Ogni testimonianza si è rivelata inutile. Non c’erano prove a supportare una qualunque delle accuse. I procuratori si comportavano come buffoni, a volte cercando di riscrivere il loro caso per intero sul posto perché i testimoni non avevano dato i risultati che avevano sperato. Erano senza speranza. L'ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara dovrebbe ringraziare la propria buona stella ogni notte per il fatto che Michael Jackson non abbia depositato una causa per denuncia dolosamente falsa.

Per quanto riguarda le differenze tra il caso di Michael Jackson e altri casi di abuso su minore ai quali ho assistito, davvero niente combaciava. Michael Jackson non corrispondenva al profilo di un pedofilo predatorio da nessun punto di vista. In casi simili, le vittime di solito sono devastate, scoppiano in lacrime sul banco dei testimoni mentre raccontano gli abusi ai quali sono stati sottoposti, mentre Arvizo faceva battute. Di solito sono traumatizzati dagli abusi subiti al punto di avere ricordi come flash - vividi e coerenti - mentre i ricordi nel caso Jackson erano del tutto inconsistenti. Per entrare in tutti i dettagli di come il caso di Michael Jackson sia diverso dagli altri che ho coperto, potrei scrivere un saggio di 5000 parole su questo. Ma per dirla in breve: ho assistito a numerosi processi in cui vere vittime di abusi hanno testimoniato contro i loro molestatori. Non ho visto nessuna similitudine nel comportamento delle vittime o degli imputati, nessuna similitudine nelle testimonianze, nessuna similitudine nelle azioni penali - e non ho nemmeno mai visto nessun vero molestatore arrivare neanche lontanamente a mettere insieme la difesa incredibilmente forte di cui Jackson è stato capace. Leggere le trascrizioni del processo degli Arvizo è come leggere una parodia estremamente sconsiderata di un vero processo per abuso su minore.

Willa: Che in qualche modo ci riporta alla domanda che ti avevo posto all'inizio. C'è stato uno specifico elemento di prova particolarmente convincente per te, o è stato solo un accumulo di prove per cui, dopo un po’, sei arrivato ad un punto di svolta e ti sei convinto dell'innocenza di Michael Jackson?

Charles: Per rispondere a questo, tornerò alle prime parole che ho detto: io credo fermamente nel principio per il quale un uomo è innocente fino a che non sia provato colpevole. I procuratori nel processo di Michael Jackson non si sono nemmeno avvicinati a fare questo. Michael Jackson è stato assolto per la combinazione fra la completa incapacità della pubblica accusa di produrre alcuna prova convincente della colpevolezza di Jackson e la capacità della difesa di presentare un’abbondanza convincente di prove dell’innocenza di Jackson. Assolvendo Michael Jackson, secondo la legge, lo hanno dichiarato innocente.

Ecco solo un breve esempio che io credo dimostri chiaramente perché la difesa abbia vinto questo caso. L'accusa chiamò diversi ex-dipendenti di Jackson che avevano presumibilmente assistito alle molestie di tre ragazzini: Brett Barnes, Wade Robson e Macaulay Culkin. A parte le testimonianze estremamente traballanti di questi ex-dipendenti – tutte completamente distrutte sotto controinterrogatorio - l'accusa non aveva assolutamente nessuna prova di un qualsiasi abuso.

La difesa chiamò subito Barnes, Robson e Culkin all'inizio del loro caso. Tutti e tre dissero ai giurati senza mezzi termini che non erano mai stati molestati ed erano risentiti per l'insinuazione.

Durante il controinterrogatorio di Robson, il procuratore Ron Zonen fece un disperato tentativo di riguadagnare una parvenza di credibilità all’idea che questi ragazzi avrebbero potuto essere stati molestati. Per fare questo, inventò dal nulla uno scenario in cui sembrava di accettare che i propri testimoni dell'accusa avevano mentito, ma cercando di insinuare che Robson avrebbe potuto essere stato molestato comunque. Le prove addotte dagli ex-dipendenti davanti alla giuria erano che Robson era sveglio quando sarebbe stato molestato, ma Zonen finì praticamente per supplicare la giuria di considerare che forse Robson era stato molestato in altre occasioni, mentre lui dormiva, perciò lui avrebbe potuto non saperne niente!

Willa: Questo è davvero molto scioccante – parlando di una testimonianza chiave - e mostra davvero come l'ufficio del procuratore distrettuale abbia approcciato questo caso fin dall'inizio, credo. Loro non hanno effettuato un'indagine per scoprire cosa era successo. Piuttosto, si precipitarono a sentenziare quello che era successo provando poi a raccogliere prove per dimostrarlo. Il loro giudizio che lui era colpevole era venuto prima dell’indagine, non dopo.

Charles: Che è una sorta di microcosmo di tutto il caso. La versione degli eventi dell'accusa era come una casa costruita su fondamenta deboli. Hanno cominciato con una premessa estremamente debole - una testimonianza molto inconsistente o piuttosto un elemento di "prova" insignificante – per poi costruire in cima enormi torri di cospirazione. La difesa continuava semplicemente ad arrivare e tirare calci alle fondamenta. In breve, va oltre la mia comprensione come chiunque, avendo approfondito il caso, possa chiedersi: “I procuratori hanno provato il loro caso oltre ogni ragionevole dubbio?” e rispondere onestamente di sì.

Joie: Oh, non so come chiunque possa argomentare a favore dell'accusa in questo caso.

Dunque Charles, tu sei stato coinvolto nella richiesta dei file dell'FBI su Michael Jackson in base al Freedom of Information Act (FOIA – “atto per la libertà di informazione”). Sono curiosa, che cosa ti ha spinto a richiederli e che cosa esattamente stavi sperando di trovare in quei file?

Charles: Non ero sicuro di quello che avrei trovato in quei file, e nemmeno che ne avrei trovato uno. Ho fatto la richiesta in base alla libertà d’informazione come remota possibilità. La libertà di informazione è una fantastica componente di una legislazione che permette ai cittadini di richiedere informazioni nascoste possedute dalle agenzie governative. Si può chiedere di sapere quanto il vostro governo locale spende ogni anno in biscotti per il personale, oppure ottenere informazioni su quante accuse di atti di violenza da parte della polizia sono state fatte presso la vostra stazione di polizia locale lo scorso anno, o chiedere la corrispondenza tra i dipartimenti governativi in ​​materia di questioni controverse. Io l’avevo usata con l'FBI in diverse occasioni prima. Avevo acquisito i file di James Brown, per esempio. Là dentro, ho trovato una relazione illuminante sul presunto inseguimento della polizia per il quale fu arrestato e imprigionato negli anni ’80, che riferisce gli eventi in un modo molto diverso dalla storia della polizia del tempo. Nei file di altre celebrità, ci sono memorandum del monitoraggio su di loro da parte dell’FBI durante gli anni '60 perché li credevano comunisti.

Michael Jackson era stato monitorato dall'FBI a causa del potere che poteva aver percepito di avere sul suo pubblico? Avevano indagato sul cosiddetto complotto finanziario contro di lui, prova del quale Raymone Bain disse che era stata inviata al Procuratore Generale attorno al 2006/7? Erano stati coinvolti nelle indagini relative alle molestie su minore? Era questo il genere di domande che mi stavo ponendo. Non sono stato molto contento del modo in cui l'FBI ha gestito il rilascio di quei file, come ho espresso chiaramente nei miei blog sull'argomento e nel passaggio che ho scritto sui file per il libro di J. Randy Taraborrelli. Invece di rilasciare i file direttamente a coloro che li avevani richiesti - non so quanti altri li avessero richiesti - l'FBI ha annunciato che avrebbe caricato i file sul suo sito web in un certo momento per la lettura di tutti.

Joie: Sì, questo stupisce. Non ci si aspetterebbe che l'FBI operi in questo modo.

Charles: Cosa questo ha provocato essenzialmente è stata una mischia, con le organizzazioni di informazione in tutto il mondo precipitatesi a scaricare, leggicchiare e riportare i file più velocemente di chiunque altro. Ciò ha portato ad alcuni resoconti estremamente scadenti sui contenuti dei file. Ho scritto sulla copertura caotica dei documenti da parte dei media sul mio sito. Ho anche scritto un blog su come i file hanno rivelato che Tom Sneddon, il procuratore distrettuale che ha perseguito Jackson, cercò di ottenere che l'FBI perseguisse Jackson ai sensi della legge Mann. La legge Mann è una legge intrinsecamente razzista ampiamente utilizzata dopo la sua introduzione per punire gli uomini neri che frequentavano donne bianche. La nozione di relazioni interrazziali era considerata "immorale" a quel tempo. Di conseguenza, qualsiasi uomo nero colto a viaggiare con ragazze bianche avrebbe potuto trovarsi perseguito ai sensi della legge Mann per "il trasporto di una donna oltre la linea di Stato per fini immorali".

Il fenomenale libro Unforgivable Blackness: The Rise and Fall of Jack Johnson (“Imperdonabile nerezza: ascesa e caduta di Jack Johnson”) racconta come Johnson, il primo campione di pesi massimi del mondo di pelle nera, fu una delle motivazioni che stanno dietro l'introduzione della legge. Al governo non piaceva il modo in cui Johnson "ostentava la sua ricchezza" (leggi: automobili acquistate) e usciva con donne bianche. Fu arrestato in base alla legge per aver viaggiato con un'amante bianca. La legge venne utilizzata anche per perseguire Chuck Berry perché a quanto si diceva frequentava una ragazzina di 14 anni, nello stesso anno in cui Elvis Presley cominciò ad uscire con Priscilla Beaulieu - la sua futura moglie. Anche lei aveva 14 anni all'epoca. Ma Elvis non fu perseguito.

Joie: Wow. Sapevo, naturalmente, che Priscilla aveva solo 14 anni quando cominciò ad uscire con Elvis, ma non avevo idea che Chuck Berry fosse stato perseguito per aver fatto la stessa cosa che Elvis stava facendo, esattamente lo stesso anno. Parlare di “imperdonabile Nerezza" è incredibile.

Charles: Chuck Berry, per la cronaca, negò l'accusa di aver dormito con la ragazza. Disse che era una autostoppista alla quale lui aveva dato un posto di lavoro nel suo club, poi l’aveva licenziata, e lei si era inventata le accuse per fargli dispetto. Durante il processo, il giudice fece continui commenti sulla razza di Berry, che venne condannato.

Willa: Oh, c'è un tale doppio standard. Jerry Lee Lewis sposò una ragazzina di 13 anni - e poi si difese dicendo che pensava ne avesse 15, come se questo facesse la differenza. E questo solo un anno o due prima che Chuck Berry fosse arrestato, quindi nel momento stesso in cui Chuck Berry veniva perseguito con l'accusa di frequentare una quattordicenne, Elvis usciva con una di 14 anni e Jerry Lee Lewis era sposato con una di 14.

Charles: Potete leggere il mio blog sulla legge Mann qui

Un fattore interessante è che l'FBI ha rilasciato solo 333 pagine delle 673 dei file su Jackson – quindi meno della metà. Non hanno mai dato una spiegazione del perché il resto sia stato trattenuto, anche se sono legalmente obbligati dal Freedom of Information Act a farlo.

Durante lo scandalo del 1993, Johnnie Cochran annunciò di aver inviato file all'FBI chiedendo loro di avviare un'indagine per estorsione sui Chandler. Nessun documento inerente a questo è stato rilasciato nel file di Jackson. Ho ordinato il file di Cochran e non erano neanche lì. Ho contestato questo e l'FBI ha sostenuto di non poter individuare tali documenti. Che sia vero o no - chi lo sa? Essi affermano anche di non avere file su Hunter S. Thompson, anche se lui ha descritto minuziosamente almeno due incontri con l'FBI nei suoi scritti nel corso degli anni.

Joie: Questo è interessante, non è vero? E solo 333 pagine rilasciate su 673. Quale possibile motivazione potrebbero avere per mantenere riservati oltre la metà dei file?

Charles: Forse l'FBI non vuole rilasciare quei documenti sull’estorsione perché la loro indagine è stata timida, o addirittura inesistente. Altri motivi potrebbero essere che le pagine includono riferimenti ad altre persone che sono ancora in vita o riferimenti agli agenti che sono ancora attivi - anche se non è una scusa particolarmente legittima, dato che tali dati potrebbero essere semplicemente oscurati.

Willa: Anche se legalmente non possono trattenere i documenti solo per coprire la loro cattiva gestione di un caso, vero? Secondo la legge, possono trattenere informazioni solo per motivi legittimi: perché rilasciarli costituirebbe una minaccia alla sicurezza, o metterebbe agenti attivi a rischio, o violerebbe la privacy di privati ​​cittadini che sono ancora vivi, come dici tu.

Charles: Questo è assolutamente corretto, ma chi controlla l'FBI? Mentre la libertà di informazione è una fantastica componente di legislazione, ha i suoi difetti. Le agenzie possono respingere le richieste per motivi inconsistenti nella consapevolezza che il processo di appello è estremamente prolisso e la maggior parte delle persone non ha il tempo o le risorse per portarlo avanti. Recentemente mi è stata respinta dalla polizia una richiesta per il più inconsistente dei motivi. Ho assistito ad una serie di udienze su un'operazione segreta della polizia - tutti verbali pubblici, perché è stato discusso in pubblica udienza- ma quando ho inviato un FOI alla polizia per ulteriori informazioni su tale operazione, si sono rifiutati di rispettarlo sostenendo che, anche riconoscendo l'esistenza dell'operazione, avrebbero compromesso la sicurezza nazionale, o qualche altra insensatezza. Quindi, può essere discusso in udienza pubblica, in cui ogni membro del pubblico può entrare e ascoltare, ma riconoscendo la sua esistenza sotto il FOI è una minaccia per la sicurezza nazionale? E’ chiaramente un’assurdità. Così le organizzazioni si fanno costantemente beffe della legge sulla libertà di informazione, nella consapevolezza che il processo di appello è lento, laborioso e spesso inefficace. Il servizio carcerario una volta disse ad un mio collega che rilasciare il costo della colazione di un prigioniero per un contribuente era una minaccia per la sicurezza nazionale. Lui fece appello e vinse - ma ci volle quasi un anno.Oh beh, forse fra qualche anno potremo vedere un po' di più di ciò che loro hanno trattenuto su Michael Jackson.

Joie: Allora Charles, parliamo di quello che c’era in quelle 333 pagine. In sostanza, i file hanno rivelato che l'FBI aveva tenuto d'occhio Michael Jackson per circa dieci anni e non aveva mai trovato alcuna prova di molestie su minori. E’ corretto?

Charles: Sì, è corretto. Hanno ricevuto accuse, ma mai trovato alcuna prova a loro supporto. I media, intenzionalmente o come risultato di non saper leggere correttamente i file, hanno riportato i loro contenuti in modo enormemente sbagliato. Per esempio, molti media hanno erroneamente affermato che l'FBI aveva indagato Jackson per aver molestato due ragazzi messicani negli anni ‘80. Ciò che il file dice in realtà è che uno scrittore contattò l'FBI per dire che aveva sentito dire che l'FBI aveva indagato sulla questione. L'FBI cercò nei suoi registri, non trovando alcuna prova che suggerisse che loro avessero mai condotto alcuna simile indagine, ma presero nota della telefonata. Tale nota è stata erroneamente citata dai giornalisti - per pigrizia o per malizia- come prova che l'FBI aveva indagato sulla questione, quando in realtà il file dice l'esatto contrario.


Willa: E’ pazzesco! E’ come se i media e l'FBI fossero intrappolati in una retroazione continua. Uno scrittore sente una voce che l'FBI sta indagando su Michael Jackson e li contatta per vedere se è vero, l'FBI conduce un'indagine interna e scopre che non è vero, e poi i media riportano che l'FBI sta conducendo un'indagine. Quindi, in questo caso, i media non si sono limitati a riportare la notizia – l’hanno creata.

Joie: Sì, sembra che creare la "notizia" sia qualcosa che i media fanno un bel po' di questi tempi.

Charles: Incluso nel file c’era un resoconto dell’analisi dell'FBI di tutti i computer sequestrati da Neverland durante il raid del 2003. I file dichiarano chiaramente che non è stato trovato nulla di compromettente in nessuno dei computer - ma numerosi media hanno sostenuto che i file non includevano le scoperte dell'FBI!

L'FBI una volta analizzò un video per vedere se conteneva pornografia infantile. Non vi è alcuna indicazione nei file che la videocassetta sia stata mai posseduta da Michael Jackson. Il suo nome era semplicemente su un'etichetta apposta sulla videocassetta. Non vi è nemmeno alcuna indicazione che il nastro contenesse in effetti pornografia infantile. Ma diversi media hanno riferito che Jackson era stato indagato per possesso di pornografia infantile.

L'unica cosa che nel file potrebbe essere considerata vagamente incriminante - se qualcuno fosse particolarmente disperato per trovare qualcosa - è stato l'incidente relativo al Mann Act - e anche quello è una vera forzatura. Qualcuno contattò l'FBI e riferì di aver visto Michael Jackson, sotto gli occhi di altri passeggeri su un treno pubblico, entrare in una cabina con un giovane compagno di viaggio. Non avevano idea di cosa era accaduto nella stanza, ammesso che fosse accaduto qualcosa. L'FBI stabilì che non vi era alcuna base per un'indagine.

Willa: E sai, credo che questo porti a uno dei temi al centro della copertura mediatica di Michael Jackson: come fanno i media a riportare su una "assenza" di prove incriminanti? Questo viola la loro definizione di notizie. Una voce è una notizia, perché è "qualcosa" su cui riferire. Ma pagina dopo pagina dei file dell'FBI con la parola "NULLA" scritta su di esse - perché l'FBI ha indagato e non ha trovato nulla - non è una notizia, perché è “nulla”. Come si fa a riportare il "nulla”?

Hai parlato anche di questo nel tuo blog sui file dell'FBI quando hai scritto: “Su un piano più generale, i file rivelano che non è stata solo la Polizia di Los Angeles a perseguire Jackson per più di un decennio senza riuscire a produrre un briciolo di informazione per collegare la star ad un qualsiasi crimine - è stato anche l'FBI. Che la vita di Jackson sia stata dissezionata e il suo comportamento sia stato indagato per più di 10 anni da due importanti agenzie di forze dell’ordine e nemmeno un elemento di prova sia stato mai prodotto per indicare la sua colpevolezza la dice lunga. Nel complesso, i media non ce l’hanno raccontata proprio così, però.”


Sai, a me sembra che se c'è una rock star di cui possiamo tranquillamente dire che non era un pedofilo, è Michael Jackson. Chi altro è stato esaminato a fondo quanto lui? Eppure, non è questa la percezione comune perché quell'assoluta "assenza" di un qualunque elemento di prova contro di lui non è stata riportata.

Charles: Mentre i file dell'FBI che affermano che non è stato trovato nulla sul computer di Jackson non sono così interessanti, per quanto riguarda molti giornalisti ed effettivamente molti lettori/spettatori, come se invece avessero trovato qualcosa, io credo che sia ancora una storia. E’ solo che si tratta di una storia positiva - e le storie positive su Michael Jackson semplicemente non sono qualcosa di cui i media sono generalmente interessati a riportare. Quindi, io non credo che i media abbiano trovato difficoltà nel riferire, ad esempio, quel segmento dei file. Penso che i media abbiano scelto di non riportarlo perché non andava bene per il loro ordine del giorno. Naturalmente, è coinvolta anche una componente di “pararsi il sedere”. Quando hai passato anni a riportare notizie su Michael Jackson in modo estremamente ingiusto, facendo tutto quanto in tuo potere per convincere il tuo pubblico che deve essere colpevole – riportare con precisione il contenuto di quei file semberà una retromarcia enorme.

Joie: E, a me, questo sembra proprio una parodia della giustizia. Per anni i media hanno dato una mano a distruggere la carriera di quest'uomo e la sua vera personalità e lo hanno fatto con gran gusto - riferendo voci e vili insinuazioni come se fossero fatti. Ma riportare qualcosa che potrebbe effettivamente provare che l'uomo era innocente ... questo, per qualche motivo, è fuori questione! E’ completamente criminale. E mi fa chiedere se davvero conosciamo la verità su una qualunque cosa, o ci stiamo semplicemente mangiando qualsiasi boccone i media scodellino per noi - a prescindere se c'è del vero in ciò che riferiscono o meno.


Willa: Questa è una domanda enorme, Joie, e una davvero importante. Dopo tutto, ci sono un sacco di persone negli Stati Uniti che ancora credono che l'Iraq fosse in qualche modo coinvolto nell'attacco al World Trade Center. Questo è semplicemente scioccante e riflette una mancanza quasi criminale di copertura mediatica in merito alle questioni essenziali del punto cruciale della guerra in Iraq. E riporta ancora una volta a questa domanda di come i media riferiscono su una “assenza”? Come fanno a riferire in merito alla mancanza di una qualunque prova credibile contro Michael Jackson? Come fanno a riferire in merito alla mancanza di prove credibili che colleghino l'Iraq con l'11 settembre? La risposta sembra essere che non lo fanno. Sanno come riportare voci, ma non sanno come tornare e riferire che quelle voci non sono vere - oppure non vogliono.

Charles: Come qualcuno che lavora nei media, è mia esperienza che questi giornalisti canaglia sono molto in minoranza. Per tutto il mio lavoro sullo scandalo di Michael Jackson, non sento sia indicativo del modo in cui i mezzi di comunicazione operano in generale. Se così fosse, sarei sempre a scrivere di altri casi in cui i mezzi di comunicazione hanno operato in modo simile. Ce ne sono molti, molti di più, ovviamente, ma restano la minoranza. La maggior parte dei giornalisti che ho incontrato e con i quali ho lavorato sono diligenti, solerti, appassionati e onesti - anche su giornali che sono impopolari tra i fan di Jackson per il modo in cui hanno riportato notizie su di lui.

Tuttavia, ci sono queste enormi caricature di giornalismo che continuano. Io credo che molto dipenda dalla mentalità da branco. I media sentono come se tutti gli altri stessero riportando una grande storia, dovrebbero farlo anche loro o significa che stanno perdendo. Nick Davies scrive su questo in modo molto eloquente nel suo libro Flat Earth News. In effetti, se potessi consigliare un libro a persone che sono interessate al modo in cui operano i media e le ragioni che stanno dietro le loro mancanze, sarebbe Flat Earth News. In esso Davies esamina le carenze sistemiche che portano all'imprecisione diffusa e alla distorsione. Io direi che è una lettura essenziale per chiunque sia interessato a questo argomento.

Joie: Grazie per questo suggerimento, Charles, sembra un libro davvero interessante. E grazie mille per esserti unito a noi. Questa è una discussione che io e Willa volevamo avere da molto tempo e ti siamo grate per aver dedicato del tempo a chiacchierare con noi!
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Re: Dentro i file dell'FBI su Michael Jackson: il giornalista Charles Thomson a colloquio con Willa Stillwater e Joie Collins

Messaggio Da MICHAELINMYHEART il Lun Nov 12, 2012 12:25 am

beh che dire, più che lo schifo qui nuovamente raccontato non so cos'altro aggiungere.
Mentre procuratori montavano un caso inventandoselo con false prove e testimoni, c'era un uomo che veniva distrutto letteralmente giorno dopo giorno, un uomo al quale non è stato consentito difendersi, perchè qualsiasi prova a suo favore, fino al verdetto di non colpevolezza, è stata volutamente travisata e malriportata. Michael ha sopportato sulla sua pelle un' ingiustizia cieca ed aberrante di ogni diritto umano, gli sono passati sopra solo perchè era nero,ricco e famoso.
Tutta questa ingiustizia è ancora così maledettamente viva, ogni volta che vengono fatte insinuazioni su di lui, è una vergogna che questa storia non sia di dominio pubblico così come noi la conosciamo,ed è disgustoso che chi gli ha fatto tutto questo stia ancora conducendo la sua vita beato e tranquillo.
Tutto questo mi fa arrabbiare così tanto e mi pongo anche io la stessa enorme domanda che si pongono le "nostre 2 amiche": "E mi fa chiedere se davvero conosciamo la verità su una qualunque cosa, o ci stiamo semplicemente mangiando qualsiasi boccone i media scodellino per noi - a prescindere se c'è del vero in ciò che riferiscono o meno. "


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