La figlia di Waine Dyer parla di Michael incontrato nel 1991

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La figlia di Waine Dyer parla di Michael incontrato nel 1991

Messaggio Da lorejacksina il Mar Mar 20, 2012 3:41 am

Dott. Wayne W. Dyer, psicologo, affettuosamente considerato "il padre della motivazione", è una della persone più conosciute e rispettate nel campo dell'auto-empowerment.
È diventato un autore ben noto con il suo libro bestselling Le vostre zone erronee ed ha continuato a scrivere molti altri classici di self-help, compreso Il potere dell'intenzione, Il tuo sacro io, Te stesso al cento per cento, Come Fare Miracoli Nella Vita Di Tutti i Giorni. [è in questo libro che c'è una dedica a Michael)
Malgrado la sua infanzia passata in orfanotrofi e nelle sedi adottive, il Dott. Dyer ha fatto tutto ciò che poteva e superato molti ostacoli per realizzare i suoi sogni. Oggi, il Dott. Dyer passa molto del suo tempo cercando di mostrare agli altri come seguire il suo stesso percorso.

Michael ha voluto incontrare Dyer nel 1991 a Neverland dove ha ospitato lui e la sua famiglia per 5 giorni perchè voleva fare a Waine delle domande sulla vera magia.
Questo è il racconto della figlia



Questa è un intervista a W Dyer

Il Dr. Wayne Dyer parla del far fronte alla perdita mentre il mondo cerca di accettare la morte di Michael Jackson. Condivide il racconto del tempo che ha passato con Michael e le sue impressioni sul cantante.

Intervistatrice: Perciò abbiamo passato una settimana terribile, Dott. Dyer, e lei sa che questo sarà il nostro ultimo show per un paio di settimane perché andremo in vacanza, quindi voglio dare alla gente un possibilità di parlare con lei e di entrare in contatto con lei, voglio dire, che settimana incredibile abbiamo vissuto, tanti alti e bassi, l'emotività della gente su Michael Jackson, e lei mi diceva prima dello show che aveva effettivamente trascorso qualche tempo con lui, e di voler condividere la sua esperienza...

Dott. Dyer: Sì, volevo parlare un pochino di Michael, giusto pochi minuti. Michael era un... Ho sentito Deepak (Chopra, ndt), e io e Deepak abbiamo parlato ogni giorno nell'ultima settimana o giù di lì di alcuni problemi di salute che ho, lui stava dicendo alla CNN che Michael era probabilmente l'uomo più spirituale che avesse mai incontrato. E lo posso testimoniare anch'io.

Mi chiamò un giorno nel lontano 1991, dopo che avevo scritto un libro, "Real Magic" (sottotitolo "creare miracoli nella vita di tutti i giorni", ndt), e mi chiese se mi sarebbe piaciuto andare da lui e portare la mia famiglia che è, sai, è davvero una tribù! Quindi io, mia moglie e tutti i miei otto figli siamo andati e abbiamo trascorso cinque giorni a Neverland con lui... a parlare con lui. Salimmo su una montagna da soli e parlammo e la sua domanda per me era: "C'è qualcosa come la vera magia?" E "Che cos'è?" E "Come posso trovarla?" E "Lo voglio sapere". E lui era così pieno di entusiasmo per questo argomento.

Ciò che mi preoccupa soprattutto è quando ricevo un sacco di messaggi su internet riguardo persone che fanno accuse a quest'uomo... e questo mi disturba molto perché lui era l'essere umano più gentile, più dolce, più bello, e mi fidavo se i miei figli erano con lui, ovviamente...

Quando era nella contea di Santa Barbara, a Neverland, il procuratore aveva un vero, reale desiderio di fare qualcosa, sai, per attaccarlo. Penso che... le statistiche dicono che avevano 76 macchine della polizia in quella contea e ne hanno mandate 74 al suo ranch per perquisirlo e cercare le prove per sostenere le accuse che erano state fatte da una donna che si era creata una carriera nel perseguire le celebrità cercando di fare soldi. Nella stessa contea ci sono molti dei sacerdoti che erano stati non solo accusati, ma che hanno ammesso molestie sessuali su ragazzi, ma a loro non hanno mandato nessuna auto.

E poi tutte le prove che hanno acquisito sono state presentate a una giuria non di suoi pari, ma di persone che non erano nemmeno così ben disposte verso di lui e tutti e dodici hanno votato per assolverlo da ogni singola accusa.

Quindi so con certezza assoluta che questo è un uomo che non avrebbe mai potuto fare nulla che potesse far del male a qualcuno. Era egli stesso come un bambino. Era l'essere umano più gentile e dignitoso e spirituale con cui io abbia mai avuto il piacere di trascorrere del tempo. Gli ho dedicato uno dei miei libri.

Quando si guarda al suo enorme talento e all'impegno che metteva per mettere fine alla fame nel mondo, per esempio... lui personalmente è stato responsabile del calo del numero di persone che muoiono di fame in questo pianeta... per la metà!... tornando indietro negli anni '80 e '90 con "We Are The World". E non ha preso un soldo.

Quando sono stato al ranch, tutta la cosa era organizzata apposta per i bambini che erano portatori di handicap, in un certo modo... il teatro che c'era, il parco di divertimenti... tutto era impostato in modo che i bambini che erano ospedalizzati, costretti a letto, malati, con le stampelle e così via, potevano venire lì e sperimentare la gioia di cosa significasse essere un bambino.

Lui era un bellissimo, bellissimo essere umano, che sarebbe passato alla storia come uno dei più grandi intrattenitori di sempre, ma più che un grande intrattenitore lui è stato un grande uomo che ha vissuto una vita molto tormentata, soprattutto negli ultimi... in molti anni della sua vita. Penso che essere accusato di questo tipo di cose quando lui... il suo cuore era così puro... io credo...

Intervistatrice: Ha dovuto pagare un tributo enorme?

Dott. Dyer: Penso che abbia pagato un tributo enorme, un tributo enorme! Dicevo ai miei figli la notte scorsa, "Chiunque può fare un'accusa come quella". Avrebbero potuto fare un'accusa (contro di me) con mia moglie quando ci siamo lasciati. E ho sentito di persone... ho appena parlato... un mio amico, che esercita come medico e aveva una relazione e sua moglie si è arrabbiata con lui, e se n'è uscita con accuse di quel tipo (molestie) verso di lui sui loro figli... niente di tutto ciò era mai stato vero e sono state lasciate cadere, ma alla fine tutto si è concluso con il suo suicidio.

Quindi questo tipo di accuse, questo tipo di cose che la gente dice... bisogna stare molto attenti... e se nel vostro cuore, se vi fidate di me, il tempo che ho passato con lui in quei cinque giorni del 1991 mi ha confermato che lui era un essere trascendente, che non aveva solo un enorme talento, ma un cuore grande come il cielo.

TESTIMONIANZA TRADOTTA DA "4everMJJ" PER www.mjj.it
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Re: La figlia di Waine Dyer parla di Michael incontrato nel 1991

Messaggio Da 2 Bad il Mar Mar 20, 2012 4:31 pm

Grazie mille Smile
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Re: La figlia di Waine Dyer parla di Michael incontrato nel 1991

Messaggio Da lorejacksina il Mer Mar 21, 2012 1:32 am

Non sò se può piacervi o interessarvi,ma volevo condividere con voi quest'altra intervista di Waine Dyer,che non parla di Michael,ma io ce lo ritrovo tantissimo,intanto la metto,mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate e in cosa ci rivedete lui e se ce lo rivedete,poi vi dirò la mia ,anzi,la mia ve la dico subito dopo la fine dell'intervista

Intervista a Wayne Dyer
02 Febbraio 2010 * Intervista di Steve Ferrel

DR. WAYNE DYER
(Steve Ferrell) D: Per quale motivo secondo te siamo su questa Terra?

DR. WAYNE DYER: Siamo qui con uno scopo. Veniamo in questo mondo sapendo quale è questo scopo, ma poi lo dimentichiamo, così come tendiamo a dimenticare i nostri sogni. Veniamo come esseri spirituali e siamo qui come esseri fisici, ma in realtà rimaniamo sempre degli esseri spirituali che stanno avendo un’esperienza umana.
Mentre siamo qui in un corpo fisico il nostro scopo è di raggiungere un livello superiore. Non che sia così facile. Non si tratta certo di prendere un ascensore e di andare da un livello A a un livello B. Per salire da un livello all’altro dobbiamo produrre molta energia e questa energia non si produce solamente meditando o imparando a conoscere Dio.

Il modo per generare energia consiste in primo luogo nel capire che siamo molto di più di un corpo fisico. Abbiamo un corpo fisico che è fatto di energia e allo stesso tempo abbiamo un corpo energetico che ci accompagna sempre. Questo corpo energetico è una sorta di nostro doppio e ci avvolge intorno a quello che viene chiamato da Konstinata “il punto di assemblaggio dell’energia”. Questo punto di assemblaggio si trova a circa 50 cm da noi: in base a dove si trova questo punto noi abbiamo una certa percezione della realtà. Per poter raggiungere un livello superiore dobbiamo letteralmente spostare questo punto di assemblaggio: è come spostare il nostro doppio. So che suona piuttosto strano, ma è un punto molto importante: ne parla anche la Kabala. Per poterci spostare da un livello più basso a uno più alto e per generare sufficiente energia, è necessaria una caduta. La Kabala dice che solo quando l’Anima tocca il fondo può darsi la spinta per raggiungere un livello più alto. Ora le cadute della nostra vita sono prodotte dal nostro Io Superiore. Non sono un prodotto dell’ego. In realtà, l’ego è terrorizzato dall’idea di una caduta, perché è in questa fase che noi troviamo Dio. Si diventa più spirituali, più gentile, più premurosi. Una caduta può essere rappresentata da molte cose: una rottura amorosa, un incidente, un trauma di qualche tipo. Ciò che dobbiamo sapere, non credere, ma sapere è che proprio nel momento della caduta che noi stiamo generando l’energia necessaria per raggiungere un livello superiore. Invece di mettere energia nei nostri pensieri negativi, dovremmo essere grati dell’opportunità che ci viene data di diventare individui migliori e di raggiungere un livello più elevato. Se abbiamo questa consapevolezza, possiamo interpretare le nostre cadute con una nuova saggezza. E’ per questo che i monaci e gli esseri illuminati conducono vite così austere e rinunciano a tutto. Nell’attimo in cui lasciamo andare i nostri attaccamenti, e intendo dire lasciarli davvero andare, ci stiamo dando la spinta verso l’alto. Quando raggiungiamo questo livello, Dio si prenderà cura dei dettagli. Dobbiamo capire che non siamo soli e questo fa parte di un piano. Quando raggiungiamo livelli più alti, non siamo più attaccati ai risultati. Una Coscienza Illuminata è proprio questo: distaccarsi dal risultato. Quando ci troviamo in uno stato di coscienza superiore, amiamo senza chiedere nulla in cambio. Il nostro ego è quella parte di noi che crede di essere separato dagli altri e quindi importante, in competizione con, meglio di, più bello di e tutto questo genere di cose. Il nostro Io Superiore sa che non c’è separazione. Non esiste. Quando si arriva a questo punto, si è così liberi da sentirsi pieni di gioia. E quando siamo pieni di gioia e non più attaccati al risultato di come una certa cosa dovrebbe andare a finire, l’ironia è che ciò che desideriamo si manifesta. Si tratta davvero solo di entrare in contatto con il nostro Io Superiore e di lasciargli il permesso di governare la nostra vita invece di lasciarlo fare al nostro ego. Una volta che riusciamo a fare questo, siamo davvero liberi. Nei nostri sogni noi non siamo attaccati a niente e creiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro sogno. In questo sogno più grande noi facciamo la stessa cosa. Il problema è che in questo sogno noi abbiamo un ego e quindi dei dubbi, mentre nei nostri sogni questo non avviene. Nell’altro sogno noi manifestiamo attraverso il potere dell’intenzione tutto ciò di cui abbiamo bisogno. In altre parole, se stanotte sognassi un cactus e volessi vederlo più da vicino, non mi alzerei per andarlo a vedere, lo porterei semplicemente più vicino. Se riusciamo a trasportare questa consapevolezza nello stato di veglia, possiamo fare lo stesso con la nostra realtà. Possiamo portare a noi qualunque cosa di cui abbiamo bisogno semplicemente attraverso il potere dell’intenzione.

D: Sembri aver raggiunto un livello molto alto per quel che riguarda le tue tecniche per migliorare la qualità della vita…
DR. DYER: In un certo senso sì e in un altro no. Le mie cadute sono differenti dalle tue. Ho dovuto attraversare queste cadute per trovarmi dove sono ora. Ho avuto problemi di dipendenza, ho avuto divorzi, ho vissuto in orfanotrofi. Quindi le mie cadute sono mie e le tue, tue e le mie non sono più dolorose delle tue o viceversa. E’ il nostro ego che cerca di convincerci che qualcuno si trova in un livello più alto di un altro. Siamo tutti uguali. Io sono parte della stessa intelligenza divina a cui appartieni tu. Il nostro ego vorrebbe farci credere che qualcuno di noi è spiritualmente superiore agli altri, ma in definitiva noi siamo tutti uguali.

D: Però tu sembri avere accesso a questa forza più facilmente di altre persone…
DR. DYER: Sì, però non riesco mai a trovare le mie chiavi o ad aggiustare il mio radiatore se la macchina mi si rompe! E se la macchina ti si ferma in un quartiere malfamato è molto utile saper aggiustare un radiatore. Tutti abbiamo un proposito divino. Un senzatetto che troviamo per strada può aver deciso di aiutare le persone a diventare più compassionevoli. Siamo qui per questo. Nella dimensione in cui si trovava prima di venire qui, quel senzatetto può aver deciso: “Sì, starò senza una casa, non avrò nulla e quando qualcuno mi passerà accanto e avrà un po’ più di compassione nel suo cuore, per me sarà abbastanza, avrò realizzato il mio scopo”. Se riusciamo a capire il concetto di eternità, che non c’è nessun inizio e nessuna fine, se riusciamo ad afferrarlo possiamo essere qualunque cosa.

D: Posso chiederti quale è il tuo credo religioso?
DR. DYER: Il mio credo è che una verità è tale fino a che non viene organizzata, poi diventa una bugia. Io non credo che Gesù insegnasse il Cristianesimo, Gesù insegnava la gentilezza, l’amore, la premura e la pace. Quel che io dico alla gente è: non essere Cristiano, sii simile a Cristo. Non essere Buddista, sii simile al Budda. Non appena entri nei credo ortodossi, entri nei giochi di potere, nel giusto e nello sbagliato, qualcuno va in paradiso e qualcun altro no, il mio Dio è migliore del tuo. Nessun maestro spirituale che ha camminato in mezzo a noi ha mai voluto una cosa del genere. Immaginare Gesù, Budda, Maometto tutti seduti a un tavolo che cercano di risolvere i problemi del mondo decidendo chi ha ragione e chi ha torto non funziona. Tutti loro erano per l’amore, per l’amore incondizionato verso tutto e tutti. Questo è il mio credo spirituale.

D: Deve essere meraviglioso per te sentire di aver toccato il cuore di così tante persone.
DR. DYER: Sì è una bella sensazione, ma io non mi prendo alcun merito. Vedi, il motivo per cui non mi prendo il merito è che ci sono persone che pur avendo letto i miei libri non hanno la vita che vorrebbero e io non voglio prendermene la colpa. Se ti vuoi prendere il merito è meglio che ti prepari a prenderti anche la colpa.

D: Ma tu hai piantato dei semi là fuori. Gli altri hanno la responsabilità di innaffiare quei semi e di permettergli di crescere. Tu hai fatto qualcosa di meraviglioso.
DR. DYER: Lo faccio perché ho bisogno di scrivere, di uscire e di parlare. Voglio dire, di certo non ho bisogno di guadagnare più soldi e non ho bisogno di avere più attenzioni o onoreficienze. Lo faccio perché ho un profondo e bruciante desiderio che mi inspira da dentro e che poi è il mio scopo in questa vita.

D: Da che cosa hai tratto maggiore inspirazione nella tua vita?
DR. DYER: Non ho mai tratto inspirazione da persone fuori. Posso citare una serie di libri che ho letto e che hanno avuto una grande influenza su di me come Abraham Maslow, Albert Ellis, il Bhagavad-Gita, il Nuovo Testamento, un Corso in Miracoli, la Kabbalah e la poesia di William Blake. Ma ciò da cui traggo maggiore inspirazione è qualcosa che mi brucia dentro, una candela interiore che non si spegne mai. Io sono una sorta di osservatore di tutto questo, esattamente come lo sei tu. Noi pensiamo di essere i partecipanti e di fare delle scelte, ma ciò che davvero siamo è dei testimoni. Io e te siamo seduti qui adesso, ma c’è una parte di noi che sta guardando tutto questo mentre questo avviene. All’improvviso diventi il testimone della vita, piuttosto che colui che stai guardando: in altre parole, chi sono qui con te ora non è la persona che sta seduta qui con te ma la persona che sta guardando tutto questo accadere. Io non sono ciò che vedo, sono colui che vede, sono il testimone. E’ questo ciò che mi inspira, la capacità di essere un testimone. E’ questo Dio, ciò che io penso Dio sia. Dio è un testimone compassionevole, è quella presenza amorevole che è sempre con te e che non ha forma. La parte di me che guarda non invecchia mai, è eterna. E’ vedere questo corpo mentre fa le sue esperienze. Il tuo corpo è sul sentiero e, come un albero, contiene la sua essenza già nel seme. La tua essenza era già nel seme che è stato piantato nell’attimo in cui sei stato concepito; tuttavia il testimone è sempre stato lì.

D: Quali sono le più grandi prove che hai dovuto affrontare?
DR. DYER: Sono stato sposato tre volte, ogni volta per circa 10 anni. Attraversare un divorzio è una grande prova, soprattutto quando hai dei figli. Ora ho una vita meravigliosa, una famiglia meravigliosa.

D: Quale è la tua formula per il successo?
DR. DYER: La formula per il fallimento è cercare di compiacere tutti in tutto ciò che fai. Quindi la formula per il successo deve essere l’opposta, ovvero non farsi consumare da ciò che gli altri pensano e ascoltare piuttosto la tua voce interiore. Quella voce interiore del tuo Io Superiore che vuole che tu sia in pace e che vuole farti sentire l’amore, la compassione etc. Ascoltare quella voce interiore di Dio che è sempre con te.

(fonte: http://www.lifedynamix.com/articles/Total-..._Interview.html.
Traduzione e adattamento: Alessia Giovannini)

Ecco la mia:
io rivedo Michael nel modo in cui Dyer parla della cadute,vedo che ogni sua caduta,ogni sua difficoltà della vita gli ha dato modo di mostrare la sua anima,la sua fragilità,la sua compassione,comprensione,il suo perdono,la sua forza,il suo orgoglio e tutto ciò che lui era come uomo,cosa che non avremmo visto laddove avessimo guardato solo l'artista acclamato da tutti nei suoi momenti di gloria.
In un altro post avevo parlato di come Michael sia per me come una religione...e come non ritrovarlo quì,quando dice che Gesù non insegnava il Cristianesimo,ma l'amore,il rispetto,la pace....quello che mi ha insegnato Michael.
E poi,se volete entrare un pò di più nel discorso che Dyar fà sul senzatetto che può aver deciso di insegnare alle persone ad essere più compassionevoli,leggetevi questa storia bellissima,una favola....ma che può essere una grande verità,basta staccare i nostri piedi da terra e provare ad essere un pò più spirituali e meno terreni...
buona lettura
La storia di piccola anima

C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima
che disse a Dio: “Io so chi sono!”
“Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore.

“Sono la Luce!”
Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso.
“E’ proprio vero! Tu sei la Luce.”

La Piccola Anima si sentì tanto felice, perchè aveva finalmente
scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero
dovuto immaginare.
“Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!”

Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente.
Sentiva crescere dentro di sè una certa agitazione,
perchè voleva essere ciò che era.
Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri
essere Chi è in realtà) e, dopo aver esordito con un:
“Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?”

E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?”
“Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente…
Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!”
“Ma tu sei la Luce”, ripetè Dio, sorridendo di nuovo.
“Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!”
piagnucolò la Piccola Anima.

“Eh, già” ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina,
“avrei dovuto immaginarmelo.
Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura.”
Poi cambiò espressione.
“Però, però… C’è un problemino..”
“Di che si tratta?”
“Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e,
di conseguenza, non posso suggerirti nulla persolo ciò che sei e,
di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei,
perchè non c’è niente che tu non sia.”

“Ehh?” balbettò la Piccola Anima,
che a quel punto faceva fatica a seguirlo.
“Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela
nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi
di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è
E il sole non sarebbe il Sole senza di te.
Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella…
perche’ non risulterebbe altrettanto splendente.
E, dunque, la domanda è questa:
Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati ?”

“Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione !”
Lui sorrise di nuovo. “L’ho già trovata”, affermo’.
“Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre.”

“E che cosa sarebbero queste tenebre”
“Sono ciò che tu non sei” fu la Sua risposta.
“Mi faranno paura?”
“Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio.
“In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu
a decidere altrimenti.
Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.”
"Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.

Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose
quando ci appare il loro esatto opposto.
“E questa è una vera benedizione”, affermò, “perchè, se così non fosse,
tu non riusciresti a distinguerle.


Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, ne’ che cos’è
Su se non ci fosse Giù, ne’ Veloce senza Lento.
Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra,
e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero La’ e Poi.
Perciò – concluse - quando le tenebre saranno ovunque,
non dovrai agitare i pugni e maledirle.
Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera.
Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno.
Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque
quanto sei speciale!”

“Intendi dire che non é sbagliato fare in modo che gli altri
capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima.
“Ma naturalmente!” ridacchiò Dio.
“E’ sicuramente un bene! Rammenta, però, che non significa .
Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio!
Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa
esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.”

“Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando,
saltellando e ridendo di gioia.
“Posso essere speciale quanto voglio?”
“Oh, si, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore
che danzava, saltellava e rideva a Sua volta.

“In che modo ti va di esserlo?”
“In che modo? Non capisco.”
“Beh”, suggerì Dio, “essere la Luce non ha altri significati,
ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi.
Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi.
E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti.
Ti vengono in mente altri esempi?”

La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere.
“Ne ho trovati un sacco!” esclamo’ infine.
“Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi
da buoni amici.
Essere premurosi nei confronti del prossimo.

Ecco, questi sono modi per essere speciali!”. “Si!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi
altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento.
Ecco che cosa significa essere la Luce.”

“So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori.
E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata.
Non è forse speciale essere indulgenti?
“Oh, certo”, assicurò Dio. “E’ molto speciale.”

“Va bene, è proprio quello che voglio essere.
Voglio saper perdonare.
Voglio Fare Esperienza in questo modo.”

“C’è una cosa però che dovresti sapere.”
La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza.
Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione.
“Che c’è ancora?” ribattè con un sospiro.
“Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio.

“Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito.
“Nessuno”, ripetè il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto.
Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.”

Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla.
Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno
perchè si era sparsa la voce di quella straordinaria
conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare.

Osservando le innumerevoli altre anime radunate li’ intorno,
non potè fare a meno di dare ragione al Creatore.
Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta.
Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce
che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima
riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.

“Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio.
“Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò!
Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona.
Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso.”

La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa di prova
a essere tristi.

Ma un’Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse:
“Non te la prendere, io ti aiuterò.”
“Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?” “Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!”
“Tu puoi…”
“Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa
che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza.”

“Ma perchè? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima.
“Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità
così grande da creare una Luce tanto splendente
da impedirmi quasi di guardarti!
Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni
fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te
-che sei in grado di danzare in cima alle stelle
e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero-
a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere
questo atto malvagio?”

“E’ semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perchè ti voglio bene.”
Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
“Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima.
Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?
Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io.
Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico,
abbiamo ballato.

Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi.
Solo che non te ne rammenti. “Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu’,
la Sinistra e la Destra, il Qui e il La’, l’Adesso e il Poi;
e anche maschio e femmina, bene e male:
siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore.
Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato;
e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità
di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.”

“E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica,
“io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il .
Commenterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile,
e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni
di Colui Che Perdona”.

“Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima,
leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?”
“Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio,
“ci faremo venire qualche bella idea”.

Poi soggiunse a voce bassa:
“Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa”.
“E quale sarebbe?”
“Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare
a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa.
Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono. E quindi, ti chiedo in cambio un favore.”

“Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima,
che intanto ballava e cantava.
“Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!”
Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese:
“Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo,
sei così disponibile ad accontentarmi!”

“E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio.
“Ognuno di voi lo e’! E rammentatelo sempre:
Io vi ho mandato solo angeli.”

A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio
di esaudire la richiesta e chiese di nuovo:
“Che cosa posso fare per te?”
“Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò
la cosa peggiore che tu possa immaginare,
in quello stesso istante …”

“Si? Si…”
“Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica
gravemente.
“Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto!
Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!”

“Bene”, commentò l’Anima Amica, “perchè, vedi, dopo che
avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono.
E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo
per un sacco di tempo.
Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare
Chi Sei, e saremo perduti entrambi.
E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse
in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.”

“No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima.
“Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono:
l’opportunità di provare Chi Sono.”

Quindi, l’accordo fu fatto.
E la Piccola Anima andò verso una nuova vita,
felice di essere la Luce e raggiante per la parte
che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare.

Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare
questa esperienza per ringraziare l’anima che
con il suo amore l’aveva resa possibile.

E in tutti gli istanti di quella nuova vita,
ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare
Gioia o tristezza –specialmente tristezza-ricordava quello che aveva detto Dio.

“Rammentatelo sempre”, aveva affermato con un sorriso, “Io vi ho mandato solo angeli”

fonte http://healtheworldpro.forumfree.it/?t=45562829

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Re: La figlia di Waine Dyer parla di Michael incontrato nel 1991

Messaggio Da michael my hope il Mer Mar 21, 2012 1:43 am

Grazie
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Re: La figlia di Waine Dyer parla di Michael incontrato nel 1991

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